NSA spiava anche World of Warcraft e gli altri giochi online

L'NSA gioca ai MMORPG: chissà se la gente della vostra gilda alberga una spia a caccia di terroristi?

Il Guardian ha pubblicato quella che forse si potrebbe definire la rivelazione più strana dal dossier Snowden fino ad oggi: un rapporto sulla presenza dell’NSA e dei colleghi inglesi del GCHQ su World of Warcraft e altri giochi online allo scopo di spiare, e non solo fare raid e “farmare”.

Il documento i cui dettagli sono stati pubblicati non è particolarmente recente, risalendo all’ormai lontano 2008, e parla di come siano state stabilite delle teste di ponte di agenti nei MMORPG e anche in Secondo Life, anche per reclutare agenti “sul campo” tra le decine di milioni di affezionati giocatori che da tutto il mondo si collegano per uccidere qualche orco in compagnia.

Molto spazio e molta tecnologia per comunicare


Le motivazioni dietro a questo pattugliamento virtuale sono forse il desiderio di coprire ogni tipo di base. Un panorama tanto vasto, dicono gli analisti dell’NSA, non può essere lasciato senza controllo: “Un network di comunicazioni ricco di bersagli sensibili che si possono nascondere in piena vista”.

Tale è stato lo sforzo di colonizzare i mondi virtuali, dice il documento, che si è persino sentita la necessità di creare un gruppo di “deconfliction”, dei coordinatori che si assicurassero che i vari gruppi non si pestassero i piedi a vicenda.

L’interesse dei terroristi, dice l’NSA, non era tanto per i giochi o per le community, quanto per la tecnologia usata per comunicare. Network di instant Messaging interni ai vari giochi, con tanto di funzioni di teleconferenze, addirittura con feedback video. Inutile dire che queste stesse feature potevano essere usate contro i sospetti, sotto forma di quello che la NSA chiama “biometrica”. Registrazioni vocali, scatti fotografici dalla webcam, si poteva ottenere molto su un individuo.

La Blizzard ha già dato un comunicato ufficiale, dicendo di non sapere nulla di operazioni come queste, e che se sono state portate a termine è contro la loro volontà. Microsoft (per quanto concerne Xbox Live) e Linden Lab (Second Life), invece, hanno declinato di commentare.

Via | The Guardian

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