Facebook facilita l'anoressia? "Il sistema di condivisione foto può enfatizzare il processo"

Ecco i risultati di una ricerca sul social network di Mark Zuckerberg

foto ragazze su facebook I social network sono da sempre nell'occhio del ciclone e Facebook non manca di certo all'appello: abbiamo ben visto quali sono le accuse di chi non ne fa uso e il fatto che la rete sociale di Mark Zuckerberg possa far aumentare notevolmente il rischio anoressia non è che solo uno dei tanti rischi che incomberebbero sugli adolescenti e sugli utenti in generale. Questo non tanto per i contenuti - nella fattispecie del caso, anche le riviste femminile spingono la donna ad avere una certa concezione del proprio corpo - quanto per la potenza del mezzo: è normale che su un social network foto posate al mare, calendari e così via siano viaggino molto di più che su un giornale o su qualsiasi altro mezzo (eccezion fatta per la televisione).

Lo studio è molto interessante, perché è stato condotto in maniera particolare: i ricercatori hanno chiesto a 103 ragazzine di compilare lo stesso questionario per una settimana di fila: le domande riguardavano principalmente il modo in cui vedevano il proprio corpo e quello in cui usavano Facebook; si tratta di uno studio ufficiale, perché è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking e ha messo in evidenza che più le ragazze dedicavano tempo a guardare foto sul social network più sviluppavano l'idea di magrezza del proprio corpo.

"Il sistema di condivisione delle foto tipico di Facebook – hanno spiegato gli esperti – può enfatizzare questo processo [l'anoressia ndr]. Prendendo per buona la relazione tra una distorta immagine di sé e lo sviluppo di patologie alimentari – hanno infine concluso – è importante identificare i fattori scatenanti".

Non è inutile dire, però, che in un contesto del genere pesano molto tanti altri fattori, che vanno dalla personalità del singolo alle vicissitudini famigliari, passando per molto altro ancora: forse Facebook favorisce un certo modo di vedere la realtà, ma non può essere affatto ritenuto il male del nuovo millennio, né tantomeno l'unica causa di un problema così serio e complesso.

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