Bitcoin, il misterioso inventore Satoshi Nakamoto aveva legami con Silk Road?

Le ricerche di due scienziati vorrebbero trovare un link tra Ulbricht di Silk Road e il misterioso creatore del Bitcoin.

Secondo le ricerche di due esperti israeliani, Dorit Ron e Adi Shamir (rispettivamente scienziato del computer e matematico crittografo) ci sarebbe un legame tra Ross William Ulbricht, il gestore di Silk Road, e il misterioso inventore del Bitcoin, Satoshi Nakamoto.

Come forse ricorderete Ulbricht, talvolta soprannominato “Terribile Pirata Roberts” è stato arrestato per commercio di droga e per aver tentato (e forse riuscito) a commissionare una serie di omicidi a pagamento.

I due ricercatori stanno lavorando a una relazione sul fenomeno dei bitcoin e intendono pubblicarla domani. Ci sono alcune rivelazioni piuttosto interessanti, come il volume delle transazioni dell’ormai defunto Silk Road: secondo i dati 1,2 miliardi di dollari sono passati di mano attraverso il sito, cifra che può essere tranquillamente moltiplicata in luce dell’attuale boom del bitcoin.

Il legame


Ma chi è Satoshi Nakamoto? La risposta non esiste. Ma forse Ron e Shamir hanno trovato delle tracce. Analizzando gli account di Ulbricht hanno scoperto che il cybercriminale ha ricevuto una somma di bitcoin da un particolare account che è stato creato nel 2009, agli albori di questa cripto-valuta, la cui nascita risale a un anno prima. L’email in questione viene associata a un Satoshi Nakamoto, che potrebbe essere quindi il “mister X” a cui dobbiamo l’invenzione del Bitcoin.

Satoshi Nakamoto, sempre che questo sia il vero nome di una persona reale e non il nome che si è auto-attribuito un gruppo di coder non è più attivo dal 2010. Ma secondo i due ricercatori, che qui a dire il vero sembrano speculare sul nulla, l’uomo potrebbe essere ricomparso sul radar per trattare direttamente con Ulbricht.

Dall’analisi delle transazioni di Silk Road è emerso un portafoglio di ben 122 milioni di dollari. Su questo account risulta una transazione di 1000 bitcoin esatti, risalente a marzo 2013. Il valore in quel periodo sarebbe stato di $60.000. Oggi sarebbero $847.000. Non ci sono altre transazioni di questo livello - è chiaramente un investimento o una partnership di qualche genere, e i due studiosi (o più probabilmente il New York Times che per primo ha trattato la notizia) vogliono provare ad attribuirla a Nakamoto stesso.

Onestamente, a meno che non vengano rivelate nuove prove è impossibile fare un legame. E non si tratta dell’unica difficoltà in queste indagini: l’FBI non è riuscito a mettere le mani sull’immenso portafoglio di Ulbricht a causa della natura protetta, crittografata e anonima dei bitcoin. A quanto pare, infatti, il criminale usava un secondo portatile per garantirsi la sicurezza, e non è mai stato trovato.

Via | New York Times

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