Neshama, a Israele arriva il social network per i morti

Trovata per spillare quattrini o social network realmente utile? Ecco Neshama

foto neshama Va bene che il mondo sta diventando sempre più social, ma questo Neshama, francamente, poteva continuare pure a non esistere; non fatevi ingannare dal titolo: certo, è un social network per i morti, però nessuno impersonerà o gestirà account e profili di persone ormai non più in vita. L'obiettivo, infatti, è quello di monitorare e preservare i dettagli sulle tombe israeliane.

Il fondatore Shelly Furman Asa ha le idee molto chiare a tal proposito: Neshama permetterà di caricare immagini di tombe con un semplice nome, proprio per consentire alle famiglie di onorare la memoria dei loro cari; il caricamento delle immagini, ovviamente, è solo il primo passo di una gestione molto complessa, a quanto pare, perché, tramite il portale sarà possibile fare davvero qualsiasi cosa. Oggi, pensate, sono già 120mila i nominativi di coloro che intendono usare il servizio, al quale - ma solo per il momento - sono collegati ben sei cimiteri dei tanti presenti nel Paese.

L'obiettivo non è solo quello di gestire i cimiteri, ma anche di dare lustro a importanti figure che hanno fatto la storia dello stato o a gruppi di persone che hanno subito violenze inaudite - si pensi, per esempio, alle vittime dell'Olocausto -: che ci sia poco spazio per tutti gli altri? Non ci è dato saperlo, ma il fatto che Asa abbia investito ben 32mila euro nel servizio, a tutto fa pensare tranne che a un servizio per pochi (servizio tra l'altro a pagamento, visto che chiunque voglia utilizzarlo dovrà sborsare settanta centesimi). Inquietante o utile, secondo voi?

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