Datagate, risoluzione ONU importantissima la prossima settimana

Risoluzione ONU importantissima la prossima settimana: l'Organizzazione si pronuncia sul Datagate

foto onu La sentenza che arriverà la prossima settimana da parte dell'ONU sarà una tra le più importanti per la privacy dei cittadini: diciamo pure "storica", visto che l'Organizzazione delle Nazioni Unite è chiamata ad esprimersi sul Datagate, che tira in ballo - come ben sapete - l'Europa in rapporto agli Stati Uniti d'America, accusati di aver intercettato migliaia di informazioni sensibili.

Quello che agli inizi di novembre sembrava un giorno molto lontano è quasi arrivato - la risoluzione arriverà martedì o mercoledì -: finalmente sapremo se Brasile e Germania - i Paesi maggiormente colpiti dallo scandalo - potranno esultare, assieme ad Access Now, Amnesty International, Electronic Frontier Foundation, Human Rights Watch e Privacy International, tutte organizzazioni nate a tutela dei diritti umani.

Il diritto alla privacy nell'era digitale: è questo il titolo di una risoluzione che dovrà giudicare un caso difficile e importante, visto che interviene sui rapporti già non molto facili tra i principali Paesi del mondo, con l'obiettivo di tutelare un sacrosanto principio: se la privacy viene tutelata offline, non può accadere diversamente online, dove, anzi, i problemi diventano maggiori.

"L'approvazione della risoluzione - spiega Carly Nyst di Privacy International a Wired.it - non provocherà delle azioni concrete immediate, ma dal punto di vista normativo sarà una dichiarazione di principio forte, aiutando il fronte di chi combatte la sorveglianza globale. Inoltre permetterà di capire, anche a livello di singoli Stati, chi è disposto a sostenere gli Stati Uniti sulla strada del controllo di massa e chi invece si oppone. [...] Certo gli Usa e la Gran Bretagna hanno cercato di modificare il linguaggio, ma non sono riusciti veramente a cambiare il senso della risoluzione: ad esempio volevano far togliere i riferimenti alla sorveglianza 'extraterritoriale', che invece sono rimasti”.

Non è vincolante, ma farà sicuramente pressione, con la speranza che il governo americano la smetta di sentirsi in diritto di poter fare qualsiasi cosa, agendo indisturbato.

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