Microsoft, Elop e Mulally i possibili CEO "esterni". Il cerchio finalmente si restringe!

Sono due i candidati esterni e tre quelli interni. Ci vorranno ancora mesi perchè il consiglio direttivo decida chi sarà il successore di Stephen Ballmer

Dopo lunghi mesi di quelli che all’esterno sono apparsi come indecisioni e cincischiamenti, Microsoft ha ristretto la cerchia dei possibili candidati alla difficile ma estremamente invitante posizione di CEO, per rimpiazzare quello Steve Ballmer che tutti hanno sempre amato odiare.

Ovviamente la notizia focalizza la sua attenzione sui due candidati esterni, Stephen Elop, ex-CEO Nokia e Alan Mulally, capo di Ford Motor. Sarebbero di sicuro le scelte più “spettacolari”, se così possiamo dire. Ma ci sono anche tre candidati interni di tutto rispetto, anche se le fonti di Reuters sanno definire solo due di questi personaggi: Tony Bates, un tempo CEO di Skype e ora capo della sezione sviluppo business; e Satya Nadella, capo della sezione cloud/enterprise.

Ci vorranno mesi, ma non c’è fretta


Ballmer

ha detto in agosto che intende ritirarsi entro 12 mesi, una decisione che sappiamo bene essere stata forzata dal consiglio, e non piace troppo al direttore uscente. Ballmer ha presieduto a un lungo, lento declino di Microsoft, ma non si può dire che sia stato il suo unico responsabile. Il mercato è cambiato, e Steven Ballmer ha riconosciuto che il cambiamento era l’unica strada percorribile, anche se forse il suo piano di mutazione in una compagnia focalizzata sul mondo consumer non è stato molto elegante ed è arrivato tardi.

Il prossimo CEO sarà scelto da una rosa piuttosto ampia. Secondo le fonti interne a Microsoft i candidati erano una quarantina, e ora sono scesi a sette sicuri. Un comitato interno ha fatto colloqui con executive provenienti da ogni genere di industria e campo e andranno avanti per mesi a esaminare i rimanenti.

In effetti sappiamo ancora poco dell’effettivo interesse a ricoprire il ruolo di direttore esecutivo di Microsoft di Elop e Mulally, che finora si sono rifiutati di parlare di eventuali contatti con la corporation.

Si tratta di una poltrona davvero scomoda, ma anche di una incredibile opportunità personale.

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