Microsoft Research, il Kinect per tradurre la lingua dei segni? Si può fare

Microsoft Research sta lavorando a un prototipo che permetterà di tradurre di interpretare e tradurre in tempo reale la lingua dei segni. Ecco Kinect Sign Language Translator.

Kinect Sign Language Translator, ecco il prototipo

Ecco un utilizzo curioso, innovativo e decisamente utile del Kinect di Microsoft che i ricercatori dell'azienda di Redmond stanno testando da tempo: la possibilità di capire e tradurre in tempo reale la lingua dei segni, una funzione che potrebbe ridurre a breve il gap non soltanto tra chi ha difficoltà con l’udito, ma anche tra persone che non parlano la stessa lingua dei segni.

Microsoft Research, infatti, sta lavorando a Kinect Sign Language Translator, un prototipo in grado di tradurre la lingua dei segni in linguaggio parlato e viceversa, il tutto in tempo reale: il Kinect cattura i gesti, mentre una macchina programmata per apprendere e riconoscere gli schermi ne interpreta il significato e lo traduce in un’altra lingua.

Il sistema è ancora in fase di sviluppo, ma potete farvi un’idea del suo funzionamento nel video pubblicato da Microsoft che trovate in fondo al post. Il program manager di Kinect Sign Language Translator è Guobin Wu, che ha sottolineato l’ovvio: questo prototipo potrebbe cambiare radicalmente la vita di milioni di persone in tutto il Mondo, a partire da quei circa 360 milioni di sordomuti che ogni giorno comunicano utilizzando la lingua dei segni.

Il progetto funziona, ma c’è ancora molto lavoro da fare

Il lavoro è ancora molto lungo. Basti pensare che al momento soltanto 300 parole del linguaggio dei segni cinese, su un totale di 4 mila, sono state aggiunte al sistema. Per stabilire il riconoscimento di un singolo termine e di un singolo schema occorrono 5 persone, quindi considerando le differenze tra le varie lingue dei segni, diverse tra Paese e Paese, non possiamo aspettarci un prototipo definito a breve.

Per tutte le informazioni sul prototipo vi invitiamo a visitare questo approfondito post sul blog di Microsoft Research Connections

Via | Microsoft Research

  • shares
  • Mail