La Russia nega le "chiavette avvelenate" da malware per spiare il G20

Putin nega che la Russia abbia cercato di spiare i leader del G20 distribuendo chiavette USB cariche di malware.

Un portavoce del governo russo - ovverosia della persona del carismatico e quasi assoluto leader Vladimir Putin ha seccamente negato le affermazioni contenute negli articoli di Stampa e Corsera:

“[Questo] è un palese tentativo di sviare l’attenzione da un problema che esiste davvero: lo spionaggio ad opera degli USA, che in questo momento è oggetto di discussione tra le capitali europee e Washington”.

Inutile dire che lo scaricabarile è una tecnica evidente e non proprio efficace per negare un’accusa circostanziata. Al momento non possiamo ancora dire se la levata di scudi russa sia giustificata dalla realtà dei fatti, ma lo stesso Enrico Letta ha preso molto seriamente la faccenda e si riunirà domani con il COPASIR per discutere delle faccende che riguardano la sicurezza delle nostre telecomunicazioni “...in correlazione a Datagate e rivelazioni sul G20”. Il riferimento al G20 indica che il nostro premier ha preso sul serio la questione delle chiavette dotate di malware che i due quotidiani italiani sostengono siano state distribuite ai leader globali.

Se queste “cimici” USB esistessero davvero, esse rappresenterebbero un passo falso paurosamente goffo per i servizi di intelligence russi, che potrebbero essere accusati di essere tanto negligenti quanto l’NSA e i famosi hacker cinesi. Cosa più importante, renderebbero penosamente ovvio quale sia il livello di arroganza, ipocrisia e disprezzo per morale e legalità di alcuni dei più potenti paesi del pianeta.

Resteremo in attesa di sapere se le prove ci sono oppure no: negare è facile, dopo tutto. L’NSA non fa altro dall’inizio dell’affare Snowden, ma senza alcun successo.

Foto | Etsy
Via | The Guardian

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