Facebook, ricercatori scoprono nel network la "mappa dell'amore"

Degli scienziati della Cornell University credono di aver trovato la chiave per capire dai rapporti sociali se due persone sono in una relazione romantica o meno solo guardando il rapporto tra i loro amici su Facebook.

Un ricercatore della Cornell University, Jon Kleinberg e Lars Backstrom, ingegnere software di Facebook, credono di aver trovato la chiave dei rapporti romantici - sono in grado di capire se due persone sono insieme solo guardando la loro rete di amicizie con un grado di accuratezza superiore alla media.

Lo so, questa notizia è più degna di San Valentino che di Halloween, ma resta tuttavia piuttosto interessante per chi vive almeno un piccolo pezzo della propria vita comunicando e tessendo relazioni attraverso Facebook.

Vediamo assieme come funziona il ragionamento dei due scienziati:

Dispersione dei rapporti sociali


Secondo i due, non conta molto se una coppia ha molti amici in comune, quello che è importante è quale è il rapporto tra i vari gruppi di conoscenti ed amici.

Un partner è una specie di ponte tra due mondi sociali differenti. Se la connessione tra gli amici dell’uno e dell’altra è molto tenue, allora il grado di “dispersione” è molto elevato. Un algoritmo creato dalla collaborazione tra i due ricercatori è in grado di analizzare questa dispersione e di indovinare il 60% delle volte se tra due persone c’è un rapporto di tipo matrimoniale. Sembra una percentuale di accuratezza piuttosto bassa, ma è comunque superiore a quella che si avrebbe tirando a caso (che sarebbe il 50% delle volte).

Ancora meglio nel caso di una semplice relazione: l’algoritmo ci azzecca una volta su tre.

C’è un altro punto interessante: nel caso il responso dell’algoritmo sia sbagliato (ovverosia quando il computer dice che due persone non sono assieme, ma lo sono), è molto probabile che la loro relazione stia vivendo un momento di crisi. Una coppia con un alto livello di dispersione ha una probabilità del 50% maggiore di “scoppiare” entro due mesi.

Tutte queste sono conferme di quanto sappiamo già sui rapporti umani. Ma vale la pena notare che non serve accedere agli status, alle foto e ai contenuti di una persona per scoprirlo. Basta usare dei dati che oggi su Facebook sono del tutto pubblici su chiunque sia iscritto.

Via | The New York Times

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