Datagate, Angela Merkel: "Continuerò a parlare al telefono" (intanto accordi anti-USA)

Angela Merkel continuerà a comportarsi come ha sempre fatto, nonostante sospetti di essere intercettata telefonicamente

foto angela merkel con enrico letta Lo scandalo Datagate è ancora agli inizi e Angela Merkel sembra convintissima di poter resistere alle pressioni a cui la sottoporà un momento così delicato: la cancelliera tedesca ha spiegato di non essere affatto intenzionata a cambiare modus vivendi a causa delle presunte intercettazioni americane e di volere a tutti i costi una seria rivisitazione degli accordi con gli USA:

"Non ho cambiato il mio comportamento nelle mie comunicazioni - ha spiegato la Merkel -, che hanno una loro coerente logica. Chiunque parli con me, ascolterà la le stesse cose di prima"

La prima giornata del vertice europeo è stata interessata quasi completamente da questo scandalo, che assumerà dimensioni enormi, qualora gli USA non dovessero (voler) trovare un accordo con i Paesi dell'Europa (ricordiamo che tra i possibili intercettati dovrebbero esserci anche alcuni membri del governo spagnolo, secondo quanto ha dichiarato El Pais):

"Una mancanza di fiducia - si legge in una nota congiunta dei 28 leader dei Paesi europei - potrebbe pregiudicare la necessaria cooperazione nel campo della raccolta di intelligence, [...] elemento vitale per la lotta al terrorismo".

L'opposizione della Gran Bretagna


Intanto, tutti sono d'accordo col chiedere spiegazioni agli USA e qualcuno è già voluto passare ai fatti: parliamo di Francia e Germania, che premono per l'approvazione di un pacchetto legislativo sulla protezione dei dati; finora - ha precisato una stizzita Angela Merkel - si è opposta solo la Gran Bretagna, che pretende più tempo e crede che certi accordi potrebbero ostacolare la lotta al terrorismo.

Sull’iniziativa franco-tedesca - ha spiegato Enrico Letta - "abbiamo preso una posizione forte, unitaria [...] per avere informazioni nelle prossime settimane [e] un chiarimento e una cooperazione con gli USA".

Il mondo della diplomazia e dei rapporti internazionali si trova dinanzi a un bivio pericolosissimo ma necessario, in quanto coinvolge tanti e tali fattori che riesce persino difficile immaginari: quale sarà il prossimo capitolo da scrivere? e come reagirà l'amministrazione Obama?

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