NSA, 35 leader di stato stranieri spiati telefonicamente

Dai leak di Edward Snowden arrivano le informazioni che tutti già ci stavamo aspettando: la lista dei 35 capi di stato spiati dal sistema di intercettazioni globali statunitense.

È davvero difficile vedere le cose dal punto di vista dell’NSA. Per difendersi, gli alti papaveri del controspionaggio statunitense dicono di aver fatto le cose secondo la legge del proprio paese, e i loro supporter sostengono che è stato tutto necessario per proteggere i cittadini americani.

D’altro canto spiare 35 capi di stato di paesi stranieri, alcuni di essi storicamente amici e alleati, è contrario a ogni legge internazionale, oltre che all’etica e alla morale. I rapporti di buon vicinato, insomma, non possono che deteriorarsi.

Secondo l’ultimo leak di Edward Snowden, infatti, l’NSA incoraggia gli ufficiali di alto grado di Casa Bianca, Pentagono e Dipartimento di Stato a condividere i propri “Rolodex”, in modo da poter scoprire i numeri dei politici stranieri e aggiungerli al programma di sorveglianza. Un Rolodex, per chi non lo sapesse, è quell’affarino rotante che vedete in cima all’articolo: serve a immagazzinare i biglietti da visita in ordine alfabetico per la facile consultazione. Quasi nessuno li usa più, ma il termine è rimasto in voga per definire l'agendina dei contatti.

Un programma inconsueto, ma funzionale


Secondo Snowden un ufficiale rimasto senza nome è riuscito a passare all’NSA 200 numeri, tra i quali 35 di capi di stato. Un carnet impressionante! La talpa non fa nomi, ma non si risparmia: sostiene che questi 35 fortunati sono stati messi immediatamente sotto controllo. Una buona giornata di lavoro all’NSA, insomma.

Molti di questi numeri sono in realtà straordinariamente facili da ottenere, ma i taccuini di alcuni ufficiali diplomatici contengono informazioni molto interessanti e non altrettanto pubbliche, come telefoni privati e di familiari.

Lo stesso memo diffuso da Snowden tuttavia specifica che l’operazione ha prodotto più vergogna che utilità. Secondo le note c’era “poca intelligence degna di essere riferita”. Data la reazione di Angela Merkel, c’è da chiedersi quale sia il “successo” di queste grandi idee e se davvero può valere il danno mediatico e diplomatico.

Via | The Guardian

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