Facebook, pubblicato (e non rimosso subito) video di una decapitazione in Messico

Facebook permette la pubblicazione del video di una decapitazione in Messico, e non lo rimuove subito: ecco cosa è successo

facebookShock su Facebook dopo la pubblicazione (e la mancata rimozione) di un video che nessuno si aspettava: in rete, pensate, è finito il filmato di una decapitazione in Messico. Protagonista, una donna che viene uccisa da un uomo, senza che il social network sia intervenuto per tempo: il video, in effetti, è stato tolto solo dopo parecchie segnalazioni, quando Facebook si è accorto che il contenuto non veniva condannato ma, in alcuni casi, pure esaltato.

Zuckerberg ha le idee chiare in merito a questo tipo di contenuti, e a spiegare il motivo per cui non è avvenuta subito la rimozione è stato proprio un suo portavoce alla BBC:

"Le persone stanno condividendo questo video su Facebook per condannarlo. Se il video sarà esaltato, o le azioni esaltate, il nostro approccio sarà differente".

Una risposta del genere aveva fatto infervorare pure il premier britannico David Cameron, che su Twitter non ha certo usato mezzi termini:

"È irresponsabile che Facebook abbia permesso di pubblicare dei video di decapitazioni, specialmente senza un avviso. Dovranno spiegare le loro azioni ai genitori preoccupati".

Pioggia di polemiche per Facebook

La disapprovazione è arrivata da più fronti, per esempio da alcune aziende, che hanno premuto affinché la pubblicità non comparisse accanto a un filmato del genere; niente, però, ha fermato Zuckerberg, se non l'atteggiamento degli utenti: Facebook ha rimosso il contenuto non quando sono arrivate segnalazioni sulla sua tipologia, cioè sul fatto che fosse violento, ma quando si è accorto che tali segnalazioni riguardavano pure l'atteggiamento dei soliti esseri ignobili che esaltavano ciò che si vedeva nel filmato.

Un cambiamento nelle politiche c'è stato, e per certi versi Zuckerberg ha ragione, perché ci capita molto spesso di condividere immagini violente e raccapriccianti per condannarle, ma forse in circostanze come questa bisognava agire diversamente.

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