OS X Mavericks, le caratteristiche del nuovo sistema operativo di Apple

OS X Mavericks, cosa è cambiato rispetto a Mountain Lion e perchè fare l'update al nuovo sistema operativo Apple

Diamo un'occhiata al nuovo sistema operativo che Apple ha presentato ieri, OS X Mavericks. Si tratta del primo OS X a non avere il nome di un gatto (Mavericks è una costa californiana molto adatta al surf), ma contrariamente a quello che si potrebbe pensare, resta molto ancorato alla propria tradizione.

L'avvicinamento a iOS prosegue, anche se ovviamente per una politica tipica di Apple ("I nostri concorrenti sono confusi, noi invece manteniamo ferma e sicura la nostra rotta" è stato detto ieri al keynote) non c'è assolutamente nessun supporto per interfacce touch di sorta, peraltro completamente assenti nei PC prodoti da Cupertino.

Interfaccia


OS X Mavericks ha perso tutte le brutte interfacce “skeumorfiche” che sfiguravano il suo predecessore. Per la maggior parte delle persone è davvero una liberazione.

I background sono più semplici e perdono l’effetto lino. Il blocco note non è più un vero e proprio blocco note, contatti e calendario sono altrettanto basici e minimali. Purtroppo non tutto è stato toccato - Le icone restano le stesse di prima, il game center ha sempre il feltro verde. Un po’ incoerente come aggiornamento, devo dire.

Aggiunge insomma qualche novità interessante, anche se gli elementi base come barre di scorrimento e pulsanti sono rimasti suppergiù gli stessi.

Prestazioni e tecnologie


Apple ha continuato a lavorare all’interno di OS X, rendendolo sempre più potente, efficiente e robusto. È stata decisamente migliorata la gestione dei tempi morti, in cui i processi vanno “a dormire” in maniera più pronta e efficiente. Anche la memoria viene gestita in modo più flessibile, e come se non bastasse è cambiato il software che gestiva la lettura dei contenuti HD: consuma molto meno rispetto a prima.

L'update: ecco gli elementi nuovi


Risolti carrozzeria e motore, possiamo andare a vedere da vicino cosa Apple ha aggiunto come accessori! Le feature sono decisamente la prima cosa che gli utenti devono notare.

Finder
Finder è l’elemento interno di OS X che è cambiato di più. Ora ci sono i tab, e un sistema di etichette che è ampliato con l’uso dei tag dei file - fantastico! Ora non è più automatico salvare su iCloud, per fortuna. Il default è l’ultimo folder, come avrebbe sempre dovuto essere.

Safari
Safari è stato aggiornato a Safari 7, ma i cambiamenti sono quasi tutti sotto alla superficie. Dopo aver lottato parecchio in questi anni per lavorare da sola al suo browser, Apple sostiene di aver fatto ritrovare la stabilità al suo browser.

Dopo il motore di rendering, comunque, c’è altro da vedere, come la sidebar unificata che ora contiene anche i Link Condivisi (Shared Links), per tenere costantemente d’occhio i social media. È cambiata anche la gestione dei plugin, che ora sono tenuti in un sandbox quando sono pericolosi. È Apple stessa a giudicare se sono a rischio, una blacklist che teoricamente dovrebbe essere costantemente aggiornata.

Notifiche
Anche il sistema delle notifiche è stato cambiato. Si può rispondere ai messaggi direttamente dal pop-up di avviso, per esempio, e i siti possono chiederci di iscriverci per ricevere le loro news. Come ultima novità, va detto che finalmente si vedono le notifiche anche nella schermata di login.

iCloud Keychain
Il sistema di gestione delle password guadagna una piogga di tool e funzioni che lo fanno assomigliare molto alle app dedicate a questo compito. Ad esempio, proprio come 1Password suggerisce delle parole chiave randomizzate, ricorda le nostre carte di credito e ha il completamento automatico. Tutto viene spedito sulla nube di iCloud sotto crittografia AES 256-bit.

Sta all’utente fidarsi di Apple e della sua notoria incapacità di rendere iCloud solido e sempre online al 100%.

Display multipli
Molto più sensata a logica, l’interfaccia degli schermi multipli ora consente di raggiungere dock e menu bar dappertutto. Alleluja! Migliorata anche la gestione di desktop multipli su display multipli, ma è davvero difficile da spiegare senza provarla.

App
Sono due le grosse novità, qui:

  • iBooks arriva finalmente su desktop, e ovviamente si sincronizza con le applicazioni per i gadget iOS.
  • Maps dal canto suo non è più il gatto nero della navigazione stradale satellitare, per quanto onestamente non sia ancora pari con Google Maps. C’è da dire che la modalità tridimensionale è davvero bella.
  • Conclusioni


    Chi si aspettava una versione desktop di iOS rimarrà deluso. OS X resta decisamente legato alle proprie radici, anzi, è poco più di una leggera evoluzione di Mountain Lion, almeno dal punto di vista dell’utente che farà molta fatica a notare qualche feature che spicca sulle altre.

    Beh, tranne una: il prezzo. Un aggiornamento gratuito di questo calibro è davvero una grande novità per Apple.

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