Facebook sempre più pubblico, ora i teenager possono condividere pubblicamente

Facebook ora consente ai teenager di postare contenuti pubblici, in barba alle precedenti politiche "protettive".

Facebook aveva iniziato la propria carriera promettendo di essere un network dedicato alle persone reali e soprattutto ai loro rapporto con gli amici veri, non con quelle connessioni frettolose e superficiali iniziate con sconosciuti online.

Le cose stanno cambiando, e mentre resta sempre vero che Facebook vuole vedere registrate persone con un nome vero, allo stesso tempo i rapporti privati spariscono a favore di una condivisione, che si spera consapevole. Vero è che scappare è sempre più difficile.

Post pubblici come su Twitter


Chiunque bazzichi su Twitter sa che ogni giorno centinaia di migliaia di teenager l’hanno trasformato in una sorta di piazzetta virtuale. Almeno un paio di trend sono costantemente dominati da loro, magari per decretare amore eterno o odio imperituro a questa o quella boy band o all’attrice dell’ultimo fenomeno serial.

Facebook non è certo insensibile a chi vuole fare marketing con questa fascia di popolazione estremamente sensibile alle mode, e ha deciso di cambiare le proprie politiche sui post pubblici apposta per avvicinare i propri meccanismi a quelli di Twitter.

Fino ad oggi i ragazzi tra i 13 e i 17 anni potevano postare unicamente contenuti pubblici che pubblici non erano affatto: solo gli amici e gli amici degli amici potevano vederli. Va bene per una compagnia, per una scuola o per un gruppo di persone con una passione, ma un trend globale senza post pubblici non si può stabilire. Perciò, da adesso in poi i ragazzi potranno scegliere di pubblicare le condivisioni, e tutti le potranno vedere.

I teenager, inoltre, potranno anche diventare o accettare “seguaci”. I seguaci non sono amici, ma possono vedere i post a cui sono autorizzati. Sono un sottoinsieme speciale di contatti limitati, insomma.

Facebook non ha come al solito nessun ritegno e lo dice apertamente: “Questa opzione consente [ai teenager] di condividere apertamente, come in altri social media”. Il concorrente copiato è sempre quello: Twitter.

Foto | Flickr
Via | All Things D

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