Intervista con Renaud Visage, founder Eventbrite, nel post TechCrunch Italy 2013

Abbiamo potuto intervistare Renaud Visage, co-founder di Eventbrite e mentor presso gli eventi più prestigiosi dedicati all'ecosistema startup in Europa.

Abbiamo avuto la possibilità di conferire con Renaud Visage, co-founder di Eventbrite (la piattaforma per la vendita di biglietti online dal maggior successo globale), non appena è scemata la fatica e l'emozione del TechCrunch Italy 2013.

Renaud è coinvolto come mentor in un grande numero di incubatori e progetti di accelerazione delle startup in tutto il nostro continente, e le sue idee e consigli sono assolutamente preziosi per comprendere la situazione della nostra scena dell'innovazione tecnologica ed i prospetti per un'economia che per riprendersi deve necessariamente investire nelle startup. Le nuove aziende sono il futuro, un punto di vista che viene compreso anche dalle multinazionali e grandi imprese, sempre a caccia di innovazione-tramite-acquisizione.

L'intervista

Downloadblog: Lei è un volto familiare agli eventi-startup. Da questa “posizione avvantaggiata”, come descriverebbe l’ecosistema europeo delle startup?

Renaud Visage: È vero, fare il mentor per numerosi incubatori e acceleratori in UK, Francia, Germania e Italia mi concede una grande visibilità nell’ecosistema Europeo. In questi ultimi anni i programmi che sono focalizzati nell’aiutare le startup a prendere quota e trovare seed funding si sono moltiplicati. Ci sono dozzine di programmi similari, segno evidente di uno sforzo generale volto a celebrare e incoraggiare gli imprenditori, una nuova marcia per l’Europa continentale.

È davvero ancora troppo presto per misurare l’efficacia di questi programmi, ma gli imprenditori in erba di tutta Europa ora hanno molte opzioni per far decollare le proprie idee e creare le aziende del futuro. Questo è un passo da gigante nella direzione giusta.

Più di recente, ho notato che un numero crescente di organizzazioni di grossa taglia nell’ambito pubblico e privato hanno iniziato a percepire il valore della promozione dell’innovazione sia all’interno della propria struttura, sia contribuendo ad aiutare gli imprenditori a realizzare i propri sogni. Un paio di settimane fa ho svolto il ruolo di mentor presso TechPeaks, che è un programma di “accelerazione delle persone” (people accelerator) che si avvale di soldi pubblici ed è localizzato a Trento. Sono rimasto positivamente impressionato dal programma, dai progetti esposti su cui si lavorava e dal fatto che l’organizzazione sia stata capace di attrarre imprenditori da 19 paesi differenti alla prima edizione.

La speranza è che questo incredibile entusiasmo nel creare startup e supportarle in tutto il continente sia la causa scatenante della nascita di una generazione di futuri leader tecnologici, oltre che di vera innovazione. Le fondamenta sono state gettate e la mia speranza è che i finanziamenti siano destinati ad arrivare. Molte delle startup che hanno riscontrato il maggior successo hanno sentito la necessità di riposizionarsi negli Stati Uniti per trovare finanziamenti adeguati a stimolare la propria crescita. Io spero che il mondo dei finanziatori veda il valore intrinseco del trattenere qui in Europa le imprese più promettenti, imparando a tollerare il livello di rischio che i venture capitalist americani hanno supportato negli ultimi anni. Questa è la debolezza principale degli ecosistemi-startup europei.

D.: Eventbrite si è “localizzato” in Italia nel 2012. Spiccare il volo in un mercato straniero è difficile come ripartire da zero con una nuova startup?

R.V.: Noi contiamo sul beneficio derivante dalla stabilità di una piattaforma di tipo orizzontale con una richiesta classificabile come universale, eppure agiamo con molta cautela quando investiamo nei mercati. Eventbrite ha venduto biglietti in 179 paesi l’anno scorso ed è in grado di sfruttare il proprio know how acquisito in vari ambiti (la scalabilità, la lotta contro le frodi, il marketing, ecc...) mentre è intento a crescere globalmente.

L’approccio organico iniziale che abbiamo potuto constatare come efficace comunica direttamente con la domanda universale servita dalla nostra piattaforma e dai nostri tool, quella di aiutare chiunque a creare, promuovere e vendere biglietti per i propri eventi. Siamo impegnati a costruire un brand riconosciuto globalmente, e raggiungeremo lo scopo creando un prodotto superiore che incontri la domanda della gente di tutto il globo.

Per promuovere la nostra espansione globale abbiamo recentemente acquisito Eventioz, una startup basata in Argentina che serve i paesi dell’America Latina, Brasile incluso. Noi puntiamo a diventare i leader del nostro settore tecnologico in qualsiasi mercato penetrato.

D.: La nazionalità di uno startupper o della sua startup è in qualche modo un fattore rilevante o penalizzante quando si è nel processo di dare la caccia ai venture capitalist?

R.V.: Non credo che la nazionalità sia un problema quando si radunano i fondi nel mercato dei venture capitalist. Ho letto recentemente che il 55% delle startup finanziate recentemente dai VC in America sono state fondate da immigrati. Sono un fermo sostenitore del potere degli scambi culturali e ho sempre incoraggiato gli imprenditori a fare networking con un’ottica globale sin dalle prime fasi della loro impresa, allo scopo di scambiare idee, lavorare su progetti e comprendere la complessità crescente del mondo in cui viviamo. Le buone idee e i leader virtuosi saranno finanziati indipendentemente dalla propria nazionalità o posizione geografica.

D.: Al TechCrunch Italy 2013 abbiamo visto 8 startup competere di fronte a un pannello di giudici. Ci dica qualcosa di come valuta un’idea dal suo pitch.

R.V.: Quando giudico le startup colte nelle loro fasi iniziali in competizioni come questa, io tendo ad interessarmi particolarmente alle idee originali, ai distruptor. Le idee con qualità da disruptor si basano su uno spazio e cercano di rivoluzionarlo, mentre le idee originali tentano di creare spazi completamente nuovi. Quanto più un’idea corrisponde ad uno di questi due "ideali", tanto maggiore è la sua possibilità di avere successo. Io cerco sempre di suggerire alle startup di pensare in grande, di essere ambiziose nella propria visione e nei prodotti costruiti, lavorando notte e giorno per scovare il mercato migliore che accolga le idee in questione. Queste sono le cose che devo vedere in un pitch, e si tratta di una componente importante nel mio giudizio sul potenziale per la grandezza di una startup.

Un altro elemento di valutazione utile è il team stesso: cerco dei fondatori forti e complementari, che sono essenziali per la buona riuscita di un’impresa. Ci sono tante di quelle cose da fare quando stai costruendo da zero una compagnia che serve trovare una combinazione varia di talenti per un lavoro efficace. I fondatori devono essere appassionati alla loro idea, decisi a impegnarsi completamente nella loro visione per conseguire l’obiettivo finale. È raro trovare un fondatore individuale con le capacità di farcela da solo. Dobbiamo molto del successo di Eventbrite al team di tre co-fondatori dotati di abilità complementari, oltre che all’attitudine ad una strategia dividi et impera, che ci caratterizza. Avevamo competenze di base differenti e le abbiamo capitalizzate a nostro vantaggio.

Per finire, un pitch deve essere convincente, facile da capire e trascinante. Le presentazioni durano pochi minuti al massimo, ma devono essere affilate come un rasoio e fare in modo che a noi giudici venga voglia di fare il tifo per il prodotto, il team e il modello commerciale. Serve una combinazione di questi quattro fattori per indurci a credere che tu sia “The Next Big Thing”

D.: Ultima domanda: meglio dare la caccia a questa mitica The Next Big Thing oppure focalizzarsi su un’idea pratica, meno scalabile, ma che si ritiene possa funzionare da subito?

Esiste lo spazio per tutti e due gli approcci. Chiaro, la NBT è sempre più stuzzicante per un imprenditore. Forzare i limiti del possibile, trovare nuove maniere di usare una tecnologia e risolvere nuovi problemi, costruire business a lungo termine fondati su questi principi - ecco quello che mi emoziona, personalmente. Eventbrite è il punto di riferimento per l’industria della prenotazione dei biglietti e pur essendo stati copiati in tanti paesi diversi, stiamo rimanendo dei leader nel nostro spazio perché ci evolviamo assieme al mondo circostante, creando nuove maniere per migliare la vita di chi crea eventi e assiste ad essi.

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