TechCrunch Italy 2013, live blogging dell'evento dedicato alle startup,finale con Startup Competition

Ecco la diretta del TechCrunch Italy 2013 dal MAXXI di Roma: tre ore di keynote, pannelli e dibattiti a partire dalle 10:00 fino alle 13:00 nel live blog di Downloadblog.

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È arrivato il secondo giorno del TechCrunch Italy 2013, mentre ospiti e platea stanno finendo la propria meritata colazione, noi siamo già pronti per l’inizio della fase 2 dell’evento più importante dedicato all’innovazione tecnologica nel nostro paese.

Gli ospiti di oggi comprendono Steffy Czerny, founder di DLDWomen, seguito da un panel sul Venture Capital con Nenad Marovac, DN Capital (US/London), Rob Moffat, Balderton, Massimiliano Magrini, United Ventures, moderato da Mike Butcher di TechCrunch.

Incontreremo anche Martin Varsavsky di FON e Lucas Carné, co-founder Privalia.

Al termine della giornata potremo anche scoprire chi sarà il vincitore della Startup Competition, e a giudicare da ieri la concorrenza è di qualità davvero elevata.

Inutile fare la lista completa degli eventi, che trovate nel programma: per il momento ho anticipato solo alcuni dei punti di interesse di un evento davvero imperdibile. Buon TechCrunch Italy a tutti!

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TechCrunch Italy 2013, la giornata del 27 settembre

Immagini da TechCrunch Italy 2013

17.50 - E con l'annuncio del vincitore si dichiara concluso anche l'evento. L'arrivederci è al prossimo anno, puntuali con la terza edizione di TechCrunch Italy.

17.49 - Il vincitore della seconda edizione di TechCrunch Italy è GiPStech. Potete trovare tutte le informazioni sul progetto collegandovi al sito ufficiale https://www.gipstech.com/.

17.44 - Piccolo recap di questa seconda edizione di TechCrunch Italy, CoFounder e Chairman di Populis.com, in attesa che i quattro giudici prendano la loro decisione. Il vincitore sarà reso noto a momenti.

17.41 - Il pitch si è concluso, il pubblico vota per alzata di mano: Bemeye è la favorita tra le 4 startup di oggi. Ora spetta ai giudici fare il loro lavoro e decidere chi vincerà questa Startup Competition.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

17.33 - Sul palco Gian Luca Petrelli, fondatore e CEO di Bemeye: "BeMyEye permette all’azienda di commissionare agli utenti registrati lo svolgimento di tutta una serie di attività (chiamati job) per poter valutare una determinata situazione nei retail di interesse: dall’esposizione da un billboard, alla disposizione di un prodotto nello scaffale di un supermercato, alla conferma di un allestimento di vetrina concordato e via dicendo".

17.30 - L'ultimo pitch prima dell'annuncio del vincitore è della startup Bemeye, sviluppatrice dell'omonima app che permette alle aziende di controllare la propria merce nei negozi tramite una rete di migliaia di rilevatori dotati di questa applicazione, scaricabile gratuitamente per i dispositivi iOS.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

17.20 - Terzo e penultimo pitch di questa seconda edizione del TechCrunch 2013. E' la volta di Pathflow, una startup che vuol fare nel mondo reale che Google Analytics fa per i siti internet:

Un sistema di business intelligence per retail basato su telecamere, in grado di studiare come i clienti si muovono e interagiscono con i prodotti all’interno dei negozi per trarne dati utili ai fini dell’attività di chi opera nel negozio, venditori e operatori di marketing.

17.10 - Startup di 4 persone riuscita a realizzare un prototipo che viene mostrato in video e spiega esattamente come funziona l'idea alla base di Gipstech.

La tecnologia funziona su un comune smartphone. Attraverso lo smartphone è rilevata la dinamica dell'individuo e le conformazioni del campo magnetico terrestre del luogo dove l'individuo si muove. Queste informazioni sono combinate ed utilizzate per determinare la posizione dell'utente. Gli utenti registrati al portale, attraverso un software intuitivo e semplici passi, possono caricare le planimetrie dei luoghi di loro interesse e costruire la mappa. La mappa è poi utilizzata per tutti gli altri utenti che richiedono servizi di localizzazione.

E si va subito al Q&A.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

17.07 - Secondo pitch: tocca a Gipstech, una tecnologia innovativa che serve per localizzare un oggetto che si muove in ambienti chiusi in cui il GPS non funziona.

17.02 - Gianluca Ferranti ha illustrato brevemente il proprio progetto e ora deve affrontare i quattro giurati. Prima domanda: a chi vi rivolgete? chi sono i vostri clienti? Risposta: ci rivolgiamo a chiunque venda qualcosa o a chiunque offra assistenza per qualcosa.

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16.57 - Il primo a salire sul palco è Gianluca Ferranti, co-fondatore e CEO di Vivocha, società che permette ai siti di e-commerce di incrementare le percentuali di vendita, ottimizzare la produttività delle proprie risorse aziendali e fidelizzare clienti attraverso un migliore Customer Service gestito direttamente online.

16.54 - Si torna nel vivo della Startup Competition per la seconda e ultima parte. 4 startup avranno 5 minuti di tempo ciascuna per presentarsi al pubblico e alla giuria - oggi composta da Luca De Biase, Salvo Mizzi, Mauro Pretolani, Mike Butcher - e rispondere alle domande che verranno poste. Più tardi verrà eletto il vincitore che si porterà a casa un premio da 500 mila euro.

16.47 - "In Italia abbiamo un grosso problema con le Banche, nessuna presta soldi alle startup. Abbiamo risolto questo problema: da ottobre offriremo il 30% di riduzione a chi investirà in una startup. Manca solo il semaforo verde".

16.44 - Ci parla della nuova politica appena approvata in supporto delle startup e ci spiega nel dettaglio di cosa si tratta e cosa deve fare una startup, oggi, per poter crescere nel nostro Paese, dai contratti flessibili per quattro anni per assumere lo staff e benefici per chi assume personale altamente qualificato.

16.42 - Una botta di fiducia: le cose stanno cambiando in Italia. Corbetta ci spiega come, quando si è cominciato a parlare di startup, finanziamenti per far ripartire il nostro Paese.

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16.40 - Dopo il mega pitch di Gil Blander, sale sul palco Mattia Corbetta, capo della Segreteria Tecnica del Ministro dello Sviluppo economico. Quello di cui ci parla è estremamente attuale: la difficoltà di trovare lavoro e la successiva perdita di speranza o, come in molti stanno facendo, la fuga all'estero.

16.32 - Nessun discorso motivazionale, nessun racconto della propria esperienza: Blander ci sta illustrando nel dettaglio la sua creazione, spiegando punto dopo punto l'interfaccia e le infinite possibilità che possiamo raggiungere.

16.27 - Si tratta a tutti gli effetti di fare un tagliando costante al nostro corpo. Blander ci spiega esattamente come funziona Inside Tracker, cosa possiamo monitorare, quando e come farlo. C'è, ad esempio, una seziona chiamate Optimal Zone che compara i nostri dati con quelli di persone come noi - stesso sesso, stessa età, stessa etnia, stessa attività fisica - e ci consiglia cosa possiamo fare per migliorare la nostra salute.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

16.24 - La precisione e la personalizzazione sono molto importanti: ogni persona è unica e dobbiamo essere sempre in grado di capire come migliorarci e come migliorare la nostra salute, cosa fare giorno dopo giorno, quando mangiare solo una banana o quando fare un pasto completo, ad esempio.

16.22 - Ora tocca alla salute e al suo tracciamento personale. Sul palco Gil Blander, fondatore di Inside Tracker, un dispositivo che permette di analizzare il sangue e fornire informazioni personalizzate per l'alimentazione, l'attività fisica, lo stile di vita e quant'altro.

16.14 - "A SmartThings non crediamo dei dispositivi intelligenti. Un dispositivo deve fare il proprio lavoro e nient'altro e inviare quei dati a un cervello esterno in grado di gestire ed elaborare il tutto".

16.12 - La privacy è molto important, anzi fondamentale. Ad oggi ci sono 10 mila case che si servono di SmartThings e quei dati, ci spiega Hagins, devono essere completamente privati a meno che l'utente non decida di conviderli. L'utente ha il controllo di tutto e soprattutto della propria privacy.

16.07 - E se le armi smettessero di funzionare a 150 metri da una scuola? Questo è quello che SmartThings vuol fare: migliorare la nostra vita in modo innovativo e davvero utile. Questo è il ricco e dettagliato sito ufficiale dell'azienda: https://www.smartthings.com/.

16.07 - E se ti venisse detto in automatico quando tuo figlio ha la febbre e se il medico fosse avvertito all'istante? E se tua nonna cadesse nel cuore della notte e la tua casa fosse intelligente al punto da chiamare i soccorsi? E se la tua casa fosse in grado di identificare una perdita e chiudere l'acqua automaticamente e chiederti se chiamare o meno un idraulico?

16.04 - Tutto è stato digitalizzato, perchè non farlo ance con la nostra casa e con gli oggetti che ci circondano? SmartThings è nata per fare proprio questo.

16.02 - E' il turno di Jeff Hagins, founder di SmartThings, l’azienda ideatrice dell’innovativo sistema di controllo remoto che promette di rivoluzionare il modo in cui ci connettiamo con gli oggetti che ci circondano.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

15.56 - E' il momento del primo pitch di questo pomeriggio. Tocca a Matteo Achilli di Egomnia, un rivoluzionario social e professional network che aiuta a mettere in contatto chi cerca lavoro e chi lo offre. Il servizio è stato lanciato un anno fa e si è rivelato subito un successo.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

15.52 - Domanda interessante: come è cambiato il modo di fornire notizie e contenuti da quando gli utenti hanno la possibilità di commentare e esprimere la loro opinione direttamente sotto all'articolo? La risposta di Wiele ci racconta che in realtà, prendendo ad esempio lo spettacolo, è molto più semplice: spesso sono gli stessi utenti a fornire spunti e informazioni, inviare foto di questa o quella celebrità. Pubblicando quella foto al posto di quella di un paparazzo qualunque da un lato si risparmia e dall'altro si fidelizza quell'utente, che la prossima volta correrà a condividere quell'informazione con te prima ancora che su Facebook.

15.49 - Quali sono i contenuti più visitati sul vostro sito, quelli che spingono gli utenti a rivolgersi a voi? Si parla di Bild, ovviamente. La risposta è semplice e ancora piuttosto ovvia: un po' di tutto, chi viene per la politica legge anche la cronaca, chi viene per lo spettacolo da un'occhiata alla politica e via dicendo.

15.46 - La reputazione della fonte è ancora molto importante. Gli utenti non vanno soltanto a cercare quella notizia, ma vanno a cercare come quella notizia viene trattata dal proprio quotidiano o sito di fiducia.

15.45 - Brenna: "il target finale è il pubblico, i consumatori sono i Re. Questo è il paradigma con cui bisogna lavorare e avere a che fare. Bisogna costruire qualcosa che sia fatto per il pubblico".

15.42 - Il problema di oggi è che tutti lavorano in verticale, quando in realtà dovrebbero pensare un po' più in orizzontale e tenere conto di tutti i campi e tutte le piattaforme.

15.39 - Brenna torna a parlare di pubblicità, del proprio lavoro e della propria esperienza. Internet ha inevitabilmente cambiato il modo di fare pubblicità, ormai si parla di una pubblicità ibrida che deve andar bene per ogni mezzo, Internet compreso.

15.37 - Inevitabilmente è cambiato anche il modo di scrivere. I giornalisti ora non scrivono più per quel numero limitato di lettori, ma scrivono potenzialmente per il Mondo intero. Domanda: i giornalisti li pagate di più o di meno rispetto a prima? Risposta: non ci basiamo su click o pagine viste, non pensiamo che i giornalisti debbano essere retribuiti in base alla diffusione del loro lavoro.

15.35 - Cosa è cambiato a proposito del numero di utenti che si possono raggiungere? Va da sé che non ci sono più problemi di tiratura, non ci si deve preoccupare delle copie da stampare: non ci sono limiti. Ad oggi il Bild cartaceo viene letto da 12 milioni di utenti e la versione web non fa che integrare quello che troviamo sulla carta stampata o offrire nuovi contenuti, nuovi modi di interagire.

15.32 - Il discorso si sposta ovviamente sulla pubblicità e su Internet. Cosa è cambiato nel modo di fare pubblicità con la diffusione della Rete? Come è cambiato il modo di acquistare informazioni online? Wiele ci spiega ch oggi possiamo evitare di acquistare un pacchetto completo di notizie, un quotidiano ad esempio, e scegliere di concentrare i nostri sforzi monetari su un singolo articolo.

15.29 - Giorgio Brenna, CEO di Leo Burnett Italy, e Andreas Wiele, presidente di Bild, prendono la parola per discutere del futuro dell'editoria. A moderare l'incontro ci pensa Stefano Parisi di Chili TV.

15.24 - E' stato un grande onore condividere con voi quella che io chiamo "la mente di Ramon". L'intervento sentito e coinvolto di Ramon De Leon si chiude tra gli abbracci. Sarà difficile fare di meglio dopo questa ventata di entusiasmo.

15.22 - Mi vengono in mente decine di aziende tutte italiane che non hanno capire. Internet è il futuro e con esso lo sono i social media.

15.19 - De Leon ci spiega che è necessario guardarsi intorno e sfruttare tutto quello che la tecnologia ha da offrirvi. E' stato lanciato Vine? Ecco un nuovo modo per farsi conoscere. I giovani sono ossessionati da una nuovo social network? E' lì che bisogna andare a scavare e trovare il modo giusto per essere presenti e coinvolgere il pubblico.

15.18 - De Leon riesce a creare una connessione emotiva ed è proprio quello che serve a un'azienda, soprattutto a una startup che deve farsi notare e restare impressa nella mente dei consumatori.

15.17 - La storia di Ramon De Leon è contagiosa, specie per la passione che ci mette nel raccontarla: da semplice fattorino a motivator di successo. Come mettere il fattore WOW in una idea imprenditoriale.

15.12 - Ramon ha usato i social media per la propria attività, prima con AOL Instant, poi Twitter e tutti gli altri mezzi che aveva a disposizione. Da quando ha assunto il controllo del marketing dell'azienda, le vendite sono aumentate del 50%: numeri impressionati.

Trattate i clienti come se fossero vostri amici.

15.10 - Se potete ordinate un film online, perchè non ordinare anche una pizza online? La sua idea si rivelò geniale - vi basta guardarvi intorno per rendervene conto.

15.06 - L'uomo della pizza, l'uomo che con la sua storia ha ispirato migliaia di persone in tutto il Mondo: da semplice fattorino consegna pizze, De Leon è cresciuto all'interno di Domino e grazie al suo contributo l'azienda è diventato un franchise da 7 milioni di dollari all'anno.

15.03 - per la prima volta in Italia, ecco Ramon De Leon, il visionario dei social media, l'uomo che tutti vogliono baciare. E' qui per parlarci di "How to inject the WOW factor to your social media strategy".

15.03 - Cosa c'è nel futuro di Privalia? Nessuna grande notizia, ci si continua a guardare intorno alla ricerca di nuovi mercati da conquistare e restare sulla cresta dell'onda.

15.01 - Torniamo a parlare di Italia con lo spagnolo Carnè. Quale pensi sia il modo più facile per riuscire a farcela in Italia? Ci sono pro e contro - connessione lenta, ma al contrario l'economia è favorevole - e in Italia non è così semplice come può sembrare - colpa della burocrazia, almeno in parte - ma questo non è nulla in confronto a tutte le altre difficoltà che si devono affrontare nella costruzione di un prodotto.

14.59 - Quali sono stati gli ostacoli principali che avete affrontato durante la costruzioni di Privalia? Bisogna essere molto efficienti, cercare di realizzare il meglio col poco che si ha. Dovete essere ossessionati da quello che state facendo.

14.57 - La prima cosa che devi fare è parlare inglese, prendere una valigia e volare a Londra, in Germania o negli Stati Uniti: i soldi non arriveranno a casa tua.

14.55 - Come consigli ai giovani imprenditori di comportarsi mentre sono alla ricerca di fondi per avviare la propria azienda? Carnè è sicuro: devi pensare in grande e devi pensare globale, non restare focalizzato su un mercato ristretto.

14.52 - E' stato lo stesso discorso che hanno fatto quando hanno deciso di arrivare in Brasile prima di tentare la conquista degli altri mercati europei.

14.51 - Come mai avete deciso di espandervi anche in Italia? Carnè ci spiega di aver cominciato in Spagna per ovvi motivi, poi l'espansione europea venne di conseguenza. Arrivare in Inghilterra e Germania, al momento, non era così semplice. E' un discorso di costi, pure e semplice: espandere Privalia anche in Italia è stato più facile e più economico.

14.50 - Lucas Carné ci spiega che è stato uno di quelli che ha lasciato il proprio lavoro ancor prima di capire come sarebbe andata l'esperienza con Privalia. Ha dedicato tutte le proprie energie.

14.48 - Domanda facile: come siete riusciti a farlo? Carnè ci spiega che non è così facile come sembra, specie nel settore in cui decise di lanciarsi ormai 7 anni fa. Serve un po' di irresponsabilità, utile per superare i momenti di crisi e gli ostacoli che si parano davanti al proprio percorso. E bisogna essere insistenti e lavorare duro. Oltre a un pizzico di fortuna.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

14.44 - Si torna al programma ufficiale. Tocca a Lucas Carné, co-fondatore e CEO di Privalia, il noto sito di shopping online rivolto al mondo della Moda, con sconti vertiginosi e prodotti delle migliori marche.

Piccolo excursus su Privalia: fondata a Barcellona nel 2006 e ora copre 5 mercati, Italia compresa. Oltre 900 impiegati e 12 milioni di membri in tutto il Mondo. In Italia siamo intorno ai 100 milioni di dollari di fatturato.

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14.37 - Siamo online. TechCrunch Italy 2013 può ricominciare. Tocca a Gaetano Pellicano dell'ambasciata americana a Roma.

Ci parla del programma che permette di trascorrere 6 mesi nella Silicon Valley, il cuore delle startup che hanno smesso di esser startup e sono diventate aziende di grande rilievo:

è una grande opportunità, non sprecatela.

14:32 - Ci siamo quasi. Marco Montemagno annuncia che mancano 5 minuti all'avvio della seconda parte di questa ultima giornata di TechCrunch Italy.

14:12 - Anche oggi la pausa è arrivata in ritardo e l'appuntamento delle 14 slitterà di qualche decina di minuti.

13:30 - Dopo una dovuta pausa per il pranzo la conferenza riprenderà alle 14.
13:28 - Luigi Capello, business angel e CEO di LVenture Group parla del progetto LUISS EnLabs, il primo incontro tra un VC investor ed un accelerator. La joint-venture viene definita una startup-factory che aiuta a crescere i progetti delle startup per renderli delle imprese di successo.
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13:21 - Il discorso passa poi al futuro dell’energia ed ovviamente è protagonista l’energia solare. Il cambiamento giungerà indipendentemente dalle regolamentazioni della varie nazioni ed il costo del suo utilizzo scenderà così com’è successo, ad esempio, per la tecnologia introdotta coi primi computer. Siamo una generazione fortunata poiché viviamo sull’orlo di questo cambiamento.
13:18 - Grinda si proietta nel futuro della medicina, con computer in grado di diagnosticare ogni tipo di cancro meglio di qualsiasi medico. Insegnamento globale, senza distinzione alcuna per la provenienza, con i migliori insegnanti al mondo; veicoli che si auto-pilotano, una tecnologia che Google ha dimostrato essere valida e per finire la comunicazione attraverso il pensiero.
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13:12 - L’esempio migliore è l’ascesa dell’Africa, crescita rappresentata da alcuni dettagli come la sempre maggiore diffusione di tecnologie come gli smartphone. La tecnologia trasforma ogni singolo settore nei nostri paesi, dalla sanità, all’educazione per arrivare all’industria. Non si tratta necessariamente di innovazioni costose e, seguendo l’idea su cui Grinda ha impostato il proprio discorso, le soluzioni costose di oggi saranno poco costose nel futuro prossimo.
13:06 - Fabrice Grinda prende posto di fronte al pubblico, per la prima volta in Italia. L’angel investor e fondatore di OLX parla del futuro della tecnologia. Il futuro, secondo il discorso di Grinda, è il risultato di una continua crescita economica nonostante le grandi crisi del passato e quelle attuali. Viviamo attualmente nel momento più pacifico della storia dell’umanità.
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12:58 - Pitch di 20 Lines, network che mette insieme scrittori e lettori offre la possibilità di essere visti, letti, votati e pubblicati come e-book. Attualmente l’hub comprende più di 20.000 utenti, 7000 dei quali sono scrittori, senza contare le partnership con autori famosi e Amazon.
12:52 - Mirare ad una nicchia, inizialmente, è molto più efficace che rivolgersi ai grandi problemi. È indispensabile poi cercare nuovi investitori in nuovi territori, passare del tempo in altri ambienti e cercare i propri contatti, in breve: salire su un aereo e andare.
12:48 - Ottenere trazione nel proprio territorio è importante ma raggiunta la giusta forza motrice è necessario espandere la propria visione senza troppi scrupoli. La comunicazione, poi, fa buona parte del lavoro; bisogna essere comunicativi, educare il mercato in cui si opera. In questo senso la comunicazione dev’essere diretta e semplice.
12:42 - È il turno del keynote di Mike Butcher con tema “scaling a startup from Europe”. Qual è il modo migliore di crescere? Il denso raggruppamento di risorse della Silicon Valley è il tratto che principalmente la definisce. Il primo consiglio di Butcher per ottenere il massimo, anche nel nostro continente, è non dichiarare la propria provenienza: quello che importa è affermare di essere la “next big thing”.
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12:33 - Jeff Bezos condivide la curiosità scientifica per il mondo di cui sono padroni Page e Brin. Amazon è cresciuta per la capacità di Bezos di guardare oltre la vendita di libri, ha promesso crescita piuttosto che profitti. Questi sono, insomma, i motivi per cui il futuro prossimo continuerà ad essere dominato dal quartetto AGAF.
12:28 - Larry Page e Sergey Brin hanno una tolleranza per il fallimento che Jobs non aveva. Questa è la principale differenza tra Google e Apple: la compagnia di Mountain View si basa sullo sviluppo e sulla creatività. Zuckerberg invece ha una grande abilità nel vedere i piccoli particolari e di migliorare costantemente la propria idea, è focalizzato e ossessionato sulla propria compagnia. Nel trattare con Facebook si parla solo di Facebook.
12:23 - Il Wi-Fi è ovviamente un polo di interesse per compagnie come Google, Apple e Facebook e Amazon. Le trattative con Steve Jobs sono state sicuramente le più dure affrontate da Varsavsky: un vero e proprio visionario e per questo una persona difficile. Le personalità dei fondatori e amministratori lasciano un’impronta ben definita nelle compagnie anche se non si contratta direttamente con loro.
12:16 - Martín Varsavsky è ora sul palco, angel investor di alcune startup come tumblr e il fondatore di FON, compagnia che punta a creare il più grande network Wi-Fi globale. FON è stata il primo investimento in Europa di Google compagnia che attualmente domina il panorama dell’informazione telematica.
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12:10 - Gli imprenditori devono porsi come i protagonisti della scena. Per ricevere attenzione dai Venture Capitalist non bisogna presentarsi come qualcuno di compiacente ma come personaggi audaci ed arditi.
12:06 - Prende posto sul palco Mauro Del Rio, fondatore di Buongiorno, multinazionale che si occupa della creazione e distribuzione di contenuti multimediali. Del Rio consiglia di essere audaci e di essere “nerd” riguardo la tecnologia, di pianificare la propria compagnia in anticipo sui tempi. L’importante è progettare qualcosa che funzionerà nel futuro prossimo e non nel presente.
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11:55 - Butcher: cosa bisogna cercare in un founder? Velocità di reazione e concentrazioni sugli obbliettivi secondo Moffat. Marovac e Magrini sono d’accordo: intensità e fermezza d’intenti, qualcuno da appoggiare ed a cui appoggiarsi senza preoccupazioni.
11:50 - In Italia questo genere di business è ancora nascente e in crescita. Per Marovac uno degli errori nell’affrontare questa evoluzione è non fare errori, è necessario tentare e rischiare di sbagliare. Per Moffat l’importante è non perdere tempo e concentrarsi sulla propria startup: poche chiacchiere. Magrini prende in esame la tendenza degli italiani di accalcarsi tutti sulla stessa fonte di successo; per creare il giusto ecosistema è meglio diversificare e potenziare le proprie abilità ed i propri talenti.
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11:42 - Perché si crei in Italia il giusto ecosistema per la crescita del Venture Capitalism, un ambiente piuttosto giovane, è indispensabile creare un polo, un evento annuale magari che raccolga quelli che sono attualmente gli investitori ed imprenditori italiani “vincenti” – nella Silicon Valley ce ne sono diversi – allo stesso modo di quello che accade a Berlino.
11: 35 – Secondo Marovac e Magrini, invece, questo genere di visibilità può essere pericolosa nell’attrarre con facilità piccoli angel investors tenendo però lontani gli "venture capitalist di serie A”.
11:30 - Segue un Panel Debate con Mike Butcher come moderatore, ospiti: Nenad Marovac, founder di DN Capital, Marco Magrini co-founder di United Ventures e Rob Moffat di Balderton. L’argomento è la visione futura della Venture Capital. Moffat è il primo a prendere la parola, guarda molto alla connettività ed alla visibilità che Internet offre alle persone.
11:24 - Sul palco, per un breve pitch, Karim Varini di TimeRepublik. Si tratta un online marketplace globale nel quale le persone possono “vendere” le proprie abilità e la cui moneta di scambio non è danaro bensì “tempo”.
Immagini da TechCrunch Italy 2013
11:17 - Il DLD ora è un network esteso e riconosciuto ma i mezzi iniziali della carriera di Staffi Czerny erano, ovviamente, differenti. La tecnologia e la connettività sono certamente un lato importante ma è altrettanto importante l’empatia diretta, un contatto reale e diretto con le persone. “Invest in people” è la parola d’ordine.
11:09 - Czerny parla dell’inizio della sua esperienza cominciata nel 1995 nella Silicon Valley che ben conosciamo, accesa da incontri come con quello con Tim Berners-Lee. Il suo lavoro è quello di riconoscere talenti, idee su cui vale la pena investire. Il metodo è quello di riconoscere i pattern che si ripetono: scovare chi ha un’idea o una visione, chi ne è entusiasta o ossessionato – e soprattutto investire soltanto in persone piacevoli! “Se siete persone timide fate del connettere le persone un mestiere”.
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11:02 - La seconda relatrice a salire sul palco è Steffi Czerny fondatrice di DLDWomen e co-fondatrice di DLD uno dei più grandi network di conferenze “ad invito” il cui lavoro è incentrato sullo scambio di visioni future e tra business, opinionisti e social leaders.

10:53 - Nel futuro non sono importanti i dispositivi e l’hardware bensì, appunto, i pixel che ci circondano. Il sistema non deve fare differenza tra i vari dispositivi ed il migliore OS è quello in grado di lavorare indifferentemente attraverso qualsiasi piattaforma. L’ennesimo punto di Underkoffler è l’insensata limitazione che prevede il dogma “una persona - un computer”. Uno dei traguardi del progetto è quindi creare un ambiente in continua evoluzione attraverso il quale importare i contenuti desiderati e dare la possibilità a tutti i presenti in una stanza di manipolarli. Lavoro parallelo e non seriale, collaborativo e non isolato.

10:48 - G Speak, costruito da Oblong Industries, è il prototipo del sistema operativo distributivo visto in Minority Report, in grado di riempire efficacemente tutti i pixel, tutti i display che al giorno d’oggi ci circondano. Il nucleo dell’interfaccia sono le mani la cui destrezza e capacità creativa vengono potenziate dal sistema. Ciò che Underkoffler mostra è sicuramente esaltante: decine di film caricati in un sistema e la possibilità di estrarre con le proprie mani i pezzi da comporre in un’opera separata.
Immagini da TechCrunch Italy 2013
10:41 - Underkoffler verte ovviamente sul discorso che circonda il film Minority Report, un mondo complesso ed articolato incentrato sull’informazione. Il primo passo nel costruire la particolare interfaccia è stato costruire un vero e proprio nuovo linguaggio che codificasse tutti i gesti necessari ad esprimere concetti sia vaghi che specifici. Il film è stato un ottimo campo di prova per testare una nuova tecnologia che potesse essere utilizzata nel mondo reale.

10:34 - Il primo a salire sul palco è John Underkoffler fondatore di Oblong Technologies conosciuto ampiamente dal pubblico per l’avveniristica interfaccia comparsa nel film Minority Report. L’argomento di cui Underkoffler si occupa è l’evoluzione dell’interfaccia e del design che circonda i nostri “commessi elettronici”: nel tempo le distanze tra l’uomo ed il computer si sono allungate con l’invenzione del web e poi delle tecnologie cloud a cui ci si connette tramite “computer giocattolo” (gli smartphone). Il computer merita un nuovo design, una nuova interfaccia una nuova anima che riavvicini a noi il suo utilizzo ed i suoi contenuti.

10:27 - Con un leggero ritardo comincia la diretta della seconda giornata del TechCrunch Italy 2013. Ad aprire l’evento Mike Butcher, Editor at Large di TechCrunch accompagnato dal Presidente e co-founder di Populis introdotti da Marco Montemagno.

10:22 – A breve prenderà nuovamente il via l’evento in diretta dal MAXXI di Roma. Dal palco ci avvisano di allacciarci le cinture e di attendere ancora pochi minuti per l’inizio della giornata.


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TechCrunch Italy 2013, il live del 26 settembre

18:22 - ultimi saluti e tempo di chiudere i giochi! Purtroppo lo streaming si è interrotto sulle battute finali, ma a parte il commiato degli ospiti non ci siamo persi nulla! Ci vediamo domani per la seconda giornata.

18:15 - Fluentify ha prodotto anche una piattaforma vide basata sui servizi di terze parti. Però non si stanno focalizzando sul convertion rating, anche se pare essere del 10%. In 4 mesi hanno guardato altro.

18:10 - Fluentify, un'app per imparare a parlare rapidamente in un'altra lingua. Questa piattafoma consente di connettere chi vuole imparare a parlare in una lingua bene e chi è un madrelingua selezionato. Lanciato solo 4 mesi fa, ha già 1080 studenti e 66 tutor in inglese.

Il budget è microscopico, ma l'idea sembra già funzionare. I clienti sono nel business, sono studenti oppure hanno un negozio e vogliono imparare la lingua dei clienti.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

18:06 - Parliamo di revenue: il business è all'inizio e si sta appena iniziando a decidere il metodo migliore per vendere alle persone quello che serve, tramite SEO e marketing.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

18:03 - Bauzar è un business familiare, il frequent delivery, ma offerto in modo innovativo e su un mercato che non l'ha mai sperimentato prima. L'utente può risparmiare e scegliere quali sono i suoi orari e le sue necessità. Non c'è competizione e non sta solo vendendo, ma può prevedere quanto venderà nel breve e lungo termine.

17:53 - Arriva Bauzar, un network per i servizi per i padroni di animali. L'idea è di creare un sito e-commerce che consegna direttamente a casa il cibo e prodotti per cani e gatti secondo una tabella fissa. Il cibo sarà sempre lo stesso e sarà consegnato in modo regolare. Niente più ricerca spasmodica di cibi speciali che non si trovano da nessuna parte - se l'animale non cambia dieta e non mangia più di tot è possibile farsi consegnare il necessario con regolarità.

17:45 - All'inizio i revenue verranno dalla vendita dei device. Dopo 5 anni la maggior parte dei guadagni saranno derivati dai servizi, come i software per gestire l'infrastruttura. Aenduo per ora vende ai business e agli healthcare provider come ospedali e assicurazioni.

Come fa a connettersi a tutti i device? Via USB e Bluetooth. E perchè serve un altro device? Perchè i metodi per connettersi con i device di casa non hanno la tecnologia e gli standard. Aenduo sì - Gli smartphone non sono dei dispositivi medici e le informazioni mediche vanno trattate separatamente da tutto il resto. Aenduo è qualificato come presidio medico, mentre uno smartphone no.

Il device è stato progettato e testato in Italia. Tutto è made in Italy.

17:42 - Aenduo è la startup successiva. Si tratta di una startup dedicata all'healthcare. L'idea è di fornire monitoraggio real time super economico e efficace. L'idea è di usare uno strumento smart chiamato Aenduo Cozy, che si connette in wireless ai sistemi di misurazione, i sensori e tutti gli altri device medici comuni e poi spedisce direttamente ai dottori i dati. Fa qualcosa che non fa nessun altro concorrente ed è un presidio medico certificato. Aenduo sta già facendo guadagni.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

17:39 - I giudici sollevano vari problemi: la conversione è bassissima, ma il mezzo milione di finanziamenti appena ottenuti andranno tutti a miglirare proprio quell'aspetto. Le strutture catalogate sono molte, ma in Italia ottenere dati non è facile. In Germania stanno lanciando e hanno già più del doppio delle strutture. Sportboom è comunque molto fiducioso delle sue capacità di convertire il traffico e ottenere il successo sperato, diventando il Groupon dello sport e l'eBay delle prestazioni sportive.

17:30 - Sportboom è sopravvissuto a developer pazzi e freelancer inconcludenti, aiutando Privalia per lo sport e ora vuole offrire il proprio servizio, reggendosi sulle proprie gambe. E ha trovato già il modo, il team e il mercato giusto. E desidera andare mobile e aprire anche in Germania

17:28 - Sportboom è la prima startup. Si tratta di un servizio per organizzare eventi e allenamenti o per scegliere il club o la palestra migliore. Tramite Sportboom si può creare un social network dedicato completamente allo sport, che approfitta di sconti e coupon per fare esperienze da soli e in gruppo.

17:24 - Inizia la Startup Competition! Jordan di TechCrunch USA modererà il contest.

Il primo giudice è Marco Maranucci di Mind Bridge. Accanto a lui Fausto Boni. Segue Mauro del Rio e per ultimo Mike Butcher.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

17:18 - Il "trigger" per gli investitori è stato il cambiamento del modello commerciale e l'entrata nel business da parte di Samsung. Difficile provare sorpresa quando si scopre che questo ha galvanizzato i finanziatori. È stato difficle convincere una grossa corporation, certo, perchè è una piattaforma orizzontale, ma uno sviluppo verticale era possibile e l'opportunità è stata colta.

17:17 - Uno dei clienti più grossi è Samsung, che userà Atooma sul suo smartwatch Galaxy Gear.

Gioia Pistola offre una grande verità: non ci sono giorni medi in una startup, solo giorni orrendi e giorni fantastici. L'impresa più dura è mantenere costantemente alto l'entusiasmo perchè senza passione non si conquista nessun mercato.

Ricevere del feedback negativo va affrontato di petto. Atooma veniva lodato per l'idea, ma tutti si chiedevano come avrebbero monetizzato. Ci sono voluti mesi ma la soluzione si è trovata.

17:10 - Atooma rendere gli smartphone più smart automatizzando azioni che certe volte sono macchinose. E una piattaforma con una sorta di store è stata l'idea migliore in assoluto per rendere più facile l'esperienza, aumentando l'utilità per la base di utenti.

Atooma è ancora più utile alle aziende, che con la API possono costruire dentro l'app quello che serve per offrire un pacchetto ai consumatori. Costruire una piattaforma vuol dire essere scalabili e offirire qualsiasi servizio a tutti i tipi di clienti possibili.

17:08 - Atooma è nato come uno smart assistant, ma l'idea era un po' debole perchè richiede all'utente di CREARE regole. L'utente non vuole perdere tempo a creare queste "macro", quindi Atooma ha creato una community per creare queste "smart action" automatiche, in modo che gli utenti meno geek potessero cercare nella community per cliccare sulle azioni e aggiungerle alla propria toolbox.

17:07 - Atooma torna sul palco del MAXXI con le sue co-fondatrici e Mike Butcher di TechCrunch. Abbiamo qui Gioia Pistola a parlarci di come è andato l'anno di successi. Gioia un anno e mezzo non sapeva neppure cosa fosse una startup. Ha conosciuto Francesca Pagano, la sua co-founder, che le ha spiegato la sua idea di una user interface. Ma una user interface non andava bene - Trovando il team corretto ha scoperto che si doveva capitalizzare l'idea con qualcosa di più razionale: una app.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

16:56 - Consiglio alle startup: fate quello che amate e trovare un problema. Se avete la maniera per risolverlo e ci sono tanti che hanno quel problema potete sfondare proprio dove c'è spazio per vivere e prosperare.

16:55 - Google ha già in giro auto senza pilota. La tecnologia è già qui, l'unica barriera è quella culturale. I tassisti smetteranno di esistere nei prossimi 15 anni, è probabile, ma cambierà tutto anche nei bus, nelle metropolitane. Ma le bici restareanno perchè è la maniera più comoda di trasportare la gente in giro.

16:52 - un solo device deve darti tutte le info necessarie a viaggiare e Sobi sta pensando di offrire una soluzione simile. Che siano loro o Google, comunque tutti ne trarranno beneficio.

16:50 - Sobi è anche utile per ottenere dati dal traffico di bici. Si sa dove vanno gli utenti, come sono i flussi, informazioni utilissime.

16:45 - Le bici a noleggio devono essere robuste e distribuite in modo da essere ovunque. Solo a Parigi è stato fatto seriamente e si è visto che ha funzionato bene. La scala è il fattore più importante. Ma oggi è molto più economico farlo perchè costa meno creare una bici smart che si sa dov'è in ogni dato momento. Anche le transazioni sono più facili e si può sapere dove si è stati e quanto lontano. Questo pacchetto offerto da Sobi è di $1000 a bici e si basa sul fatto che la maggior parte delle persone porta uno smartphone in tasca con cui comunicare sul servizio e pagare.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

16:44 - Ryan ci fa vedere come aumenta il numero di città che investono nelle infrastrutture per accogliere i ciclisti e far sparire le auto. In USA sta aumentando, ma come in Italia è una minoranza. In America il 40% degli spostamenti è minore di 2 miglia, che vuol dire che ci vogliono solo 10 minuti per arrivare al massimo. Ma serve la cultura adatta per spostarsi in bici. Il problema è che le bici sono piuttosto costose da mantenere perchè occupano spazio.

16:40 - Parliamo con il founder di SoBi, servizio di noleggio biciclette social pensato per le grandi città e per la soluzione della congestione del traffico.

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16:35 - Il punto è: puoi credere a qualcosa che vedi su video ma non conosci per esperienza?

Clemens ci fa vedere anche le immagini panoramiche create con uno scanner laser a 360°. Vuole farci capire la separazione dal cinema, in cui si dovevano creare le scene e la tecnologia attuale in cui tutto il lavoro è informatico. Wedermeyer ha cercato tutte le tecnologie di imaging più avanzate, anche quelle di cui aveva solo sentito parlare, in modo da crere le sue installazioni al MAXXI.

Altra imagine: un gruppo statuario completamente virtuale in 3D. Più ci si avvicina, più esso scompare fino ad attraversarlo. Questo forma un video a 360°, immersivo, proiettato tutto attorno allo spettatore.

Le opere di Clemens sono esposte alla sala 5 del MAXXI.

16:30 - Passiamo ad un artista invece che un imprenditore. Ecco Clemens Von Wedemeyer.

Ci parla degli abitanti di un villaggio su un'isola (Sentineles) a distanza delle coste dell'India, che cercano di uccidere tutti gli europei che cercano di avvicinarsi.

16:25 - La cosa più difficile per un imprenditore è essere concentrato su quello che fa. C'è tanto da fare, e la prima cosa è la famiglia, tutto il resto deve essere la startup.

16:22 - Tutto quello che è una app dipende dall'user interface. Non deve fare schifo, non deve essere brutta, non deve essere spiacevole. Quindi il design è il punto n°1 del vendere una app e farla piacere al pubblico.

Max sembra non volere una colazione tranquilla, perchè controlla il feedback dell'app ogni mattina in modo da vedere le proteste della gente.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

16:21 - Max Ciociola di MusicMatch ci presenta il suo servizio, che riguarda i testi delle canzoni. I testi delle canzoni sono la terza cosa più cercata. Prima di MusicMatch si andava a cercare su Google, ma l'innovazione è di guardare la tua musica e dirti quali sono i testi di tutte le tu canzoni.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

16:20 - "Alcune idee come MUBI o Instagram richiedono anni di tentativi", tenete duro, l'innovazione non è facile.

16:15 - MUBI lancia in Italia, grande notizia!

16:13 - Il modello è stato inventato in Turchia, usando il paese come test - ti portiamo un film bello al giorno per un canone di meno di $2 al mese. La conversione di utenti da gratuiti a paganti è passata dal 2% al 22% in un mese. È stato colpire il mercato al cuore e raggiungere l'obiettivo. Ora MUBI è enorme, e ha fatto sparire persino il momento di entusiasmo per il lancio sulla PS3. Ci sono voluti 7 anni di lavoro durissimo per arrivare a questo, e sono stati moltissimi i momenti bui.

16:12 - Dopo qualche mese l'user base ha iniziato a contrarsi. Nessuno voleva più dare finanziamenti con un grafico così. MUBI è stato costretto a mandare via gente, per sopravvivere. Ma è sopravvissuto e quello che serviva era trovare un nuovo modello di business. La maniera scoperta è stata quella di ottenere licence per più contenuti, migliori.

16:10 - Dopo il lancio si è reso conto che non sono tanti a voler pagare, e non ci sono neppure tante persone che guardano sul laptop lunghi film. Vogliono vederli sul proprio televisore. Nessuno aveva ancora Smart TV qualche anno fa, quindi Efe è andato a caccia di una maniera di "entrare" nel televisore. La strada che ha scelto è stata quella delle console. Hanno lanciato MUBI su PlayStation, ma comunque pochissimi passavano a clienti paganti.

16:08 - Cakarel ci parla di come gli è venuta l'idea per MUBI. Voleva guardare un film in un caffè di Tokio ma purtroppo non esisteva nessun servizio simile. Nessuno credeva che sarebbe stato possibile ottenere le licenze per qualcosa del genere, per spedire on demand i contenuti via streaming, ma lui c'è riuscito. È un mercato difficilissimo, con i content holder molto tradizionalisti.

16:03 - Il fondatore di MUBI ci parla del mercato asiatico, molto giovane e ricco di una broadband da noi sconosciuta. La velocità di Internet a Tokio è incredibile, da noi molto mediocre.

16:02 - Ecco Efe Cakarel di Mubi.

16:00 - "Never give up, be consistent, be resilient". Sii resiliente, resisti, ma adattati. Bisogna essere pronti a cogliere la palla al balzo. Gli errori fanno sentire Soru vecchio, ma deve comunque continuare a lavorare. Il 1998 era un momento speciale, certo, ma oggi è ancora meglio, ci sono tutti i segni che il mondo sia pronto a un incredibile numero di possibilità da afferrare e seguire.

Secondo Soru abbiamo bisogno di prenderci la responsabilità del nostro paese e della nostra economia. Reagire al momento difficile e dare la caccia al lavoro, inventarne uno se serve, afferrare il cambiamento e usarlo per ottenere tutti i risultati possibili. Senza aver paura dei rischi, perchè si può sopravvivere e anche il giorno dopo il sole sorgerà.

15:55 - Renatu Soru ritorna all'argomento del giorno: le startup. E confronta la sua storia, quella in cui ha venduto troppo presto, ha sbagliato. Ma lo stesso, il suo consiglio è di "innamorarsi della propria startup", di fare qualcosa di eccitante, ma essere pronto a vendere e cominciare di nuovo.

15:56 - Il mondo delle telecom è duro, e quello delle ADSL richiedeva un sacco di investimenti. Ora va bene ma la broadband Tiscali non è mai diventata tanto possente come la precedente market share del "mondo tecnologico" precedente.

Ora è chiaro che il mondo cambia ogni giorno. C'è una chance per tutti, qui nel Mediterraneo. Non è ammissibile che il mondo dell'innovazione venga dominato da una sola zona di un solo paese. Tiscali cerca di lavorare per rendere possibile questo futuro. Ora infatti sta lavorando a Istella, un nuovo search engine e Induna, un concorrente per Twitter e WhatsApp. Ma sta ancora cercando un business nazionale, perchè è difficile conoscere quello che succede qui attorno a noi, nella galassia local, o meglio ancora: in TUTTE le galassie local.

15:50 - C'è stata quindi l'idea di offrire internet gratis, quando ancora non esistevano le ADSL. Poteva finalmente fare soldi con le chiamate invece che con gli abbonamenti. Il successo è stato enorme.

La ragione per cui è riuscito ad avere successo è che l'Italia aveva il know-how. La ricerca del team Berners-Lee era molto vicina al nostro paese, e quindi avevamo un vantaggio.

Soru ha anche investito in un motore di ricerca, Arianna, che poi si è evoluto finchè Google non ha pagato 10 milioni di dollari per farli smettere, cosa che purtroppo hanno accettato. Soru la ritiene un errore, ma i tempi sono molto cambiati.

Altro errore: sono stati lenti con l'ADSL, perchè distratti dai mercati esteri.

15:45 - È ancora fiero di averlo fatto, anche se dice di aver venduto troppo presto. Eppure con quella somma ha investito a casa, in Italia, in Sardegna nel 1998. Durante la liberalizzazione delle linee telefoniche, dove ha ottenuto la licenza per fare da provider. Per assurdo ci ha messo pochissimo, in una settimana - Mentre cercare di aprire un caffè sarebbe stato molto più difficile.

15:42 - Renato Soru non vuole parlarci troppi della storia passata di Tiscali. Però ci parla di quando ha lasciato per sei anni la propria compagnia, di come quegli anni sono stati tra i migliori della sua vita di imprenditore.

Ha iniziato nella Repubblica Ceca, dove non c'era Internet salvo che nelle università. Ha investito i suoi pochi fondi e invece di comprarsi la casa ha comprato equipaggiamento per un servizio di provider. È stato difficile perchè nel 1994 nella Repubblica Ceca non c'erano linee telefoniche. Hanno offerto a tutto il paese collegamento Internet con mezza dozzina di modem.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

15:40 - Standing ovation per Renato Soru di Tiscali.

15:38 - e-heatlh e patient management saranno il prossimo servizio. Credono in un nuovo paradigma che invece di gestire i sintomi previene l'insorgere di problemi.

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15:35 - Arriva Genessere, una startup di healthcare. Il servizio unisce i dati genetici a quelli ambientali, in modo da riempire le lacune tra i dati ambientali e quelli della storia medica e genetica degli utenti. Così si possono identificare i problemi possibili e incrociare i dati con i pericoli ambientali, in modo da dare un rapporto personalizzato.

15:26 - Q&A con Michael Widenius. Come gestisce il business? "Appena ho potuto ho "virtualizzato" gli uffici". Tutti lavorano a distanza, non ci sono costi di gestione enormi e si trovano tutti i talenti senza problemi di distanza.

Cosa faresti se potessi ricominciare da capo? "Cambieremmo la licenza GPL di MySQL per trasformarla in BD dopo cinque anni, per impedire il sabotaggio di Oracle".

15:22 - Michael si aspetta che il suo nuovo prodotto, MariaDB, prenda il posto di MySQL in futuro. Ha estratto tutta la gente migliore di MySQL per lavorarci, quindi ha ottime speranze. Inoltre lavora con la community, ha il know-how completo - Mentre MySQL sta affondando lentamente con i nuovi padroni di Sun Microsystem. Non c'è bisogno di cambiare molto per passare da MySQL a MariaDB.

15:21 - MySQL vale un miliardo. Come gestisce la cosa? Michael risponde: "Mi hanno chiamato e offerto un miliardo, io ho venduto subito". Nessuna trattativa.

15:19 - Queste licenze dual sono il core del business source e portano benefici a tutti quanti, open source o meno. L'idea è quindi di fare codice che non è open source ma ne presenta tutti i benefici - è open source per chi è open, ma chi vuole tenere le cose chiuse può usarlo pagando. Si possono anche individuare interi gruppi e fare i prezzi apposta per loro.

15:12 - "Progettavamo tutto dall'inizio, era veramente agli albori di Internet". Michael ha competuto contro Oracle e Microsoft. La maniera per farlo, dice, è di risolvere i problemi, perchè con una startup non si deve chiedere permesso a nessuno. E con l'open source i problemi si risolvono subito, perchè tutta la struttura è raggiungibile. Ma qual'è il business model?

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Sembrava abbastanza folle, all'inizio. Non si ottiene danaro con il consulting, non abbastanza per tenere su un business con costi di sviluppo come MySQL. Serve qualcosa d'altro che dia "soldi gratis", che non impiegano risorse extra. Redhat fa supporto clienti, per esempio. MySQL offre le licenze gratis per chi è open source, ma le vende a chi tiene chiuso il proprio codice per motivi commerciali.

15:10 - Arriva il fondatore di MySQL, Michael Widenius che ci parla di come far sopravvivere un piano commerciale basato sull'open source.

15:08 - Stamplay ha scelto Seedcamp per la qualità e il livello. Si tratta di un incubatore unico in Europa, dove la concorrenza è tanta ma i VC sono entusiasti e competenti.

15:05 - Nicola Mattina di Stamplay ci vuole parlare di come ha creato una startup scalabile. "Abbiamo mosso gli HQ a Londra per essere più vicini alle fonti di fondi". Le decisioni più importante però sono quelle che riguardano le persone. Scegliere i co-fondatori, i mentori, il team. La conclusione di Nicola Mattina è che è come scegliere una moglie. Roma è un buon posto per cercare dei partner commerciali, ma anche i mentor sono utili. Bisogna imparare molto, ma la maniera più rapida sono proprio loro. I mentor vanno seguiti, trovati, scovati, sono preziose fonti di informazioni. Poi si passa a parlare di investor: come sceglierlo?

15:00 - Cercate di sviluppare un rapporto personale con il finanziatore, niente laptop quindi. "Una ragazza mi ha avvicinato dicendomi che è una di un team di 3 donne che vogliono conquistare il mondo. È in sala?" La ragazza si alza, purtroppo non si sente il suo intervento ma deve essere un bel pitch. Tutti applaudono! Questo modo è quello giusto di presentare un prodotto in 30 secondo.

14:57 - Reverse financial engineering: inventare dati in modo da ottenere i risultati in futuro. Non riesce quasi a nessuno, quindi "Il business plan è come le salsicce, le mangiano solo quelli che non sanno cosa ci va dentro"

"Non permetto agli imprenditori di arrivare con un laptop". Anche perchè le feature sono sempre tantissimo e ce ne sono a volte anche 400. Le liste non sono certamente la cosa da portare ad un pitch.

14:55 - Chi crede in quello che ha scritto nel proprio business plan? Nessuno nella platea risponde. "I business plans sono creature molto strane". Yossi Vardi non lo legge mai, secondo lui è un insulto all'intelligenza. Perchè le cose cambiano troppo in fretta e prevedere è fantascienza.

14:52 - costruire un team è altrettanto impegnativo. Tre persone è il numero magico per un team iniziale, in cui ognuno ha le sue specialità. Anche il "pivoting" è un concetto importante. Pivoting significa saper cambiare rapidamente strada quando non si riesce a trovare un'uscita e non si ottengono risultati. Qual'è il numero di volte in cui si deve compiere un pivoting in una startup. La Melandri dice 2. Secondo Yossi Vardi il numero è tra 1 e 2, o non si sta facendo nulla di giusto. Le imprese su internet sono molto adatte al pivoting, sono flessibili e non è come costruire un edificio.

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14:50 - Come si fa a ottenere fondi per una startup? È meglio ottenere grandi somme di danaro oppure radunare piccole somme? Con grandi somme si inizia a spendere un sacco di danaro, e non è possibile all'inizio di un'impresa a recuperare, a creare un equilibrio tra le uscite e le entrate.

14:44 - "Le madri italiane dicono - Finisci tutto nel piatto o ti ammazzo - mentre le madri israeliane dicono - Finisci tutto quello che hai nel piatto o mi ammazzo - E secondo me il secondo funziona molto meglio del primo".

14:41 - Standing ovation per Yossi Vardi, l'imprenditore che ha creato ICQ, il primo instant messenger di successo nei remotissimi anni novanta.

13:19 - Luca Ascani di Populis torna sul palco insieme a Mike Butcher, boss di TechCrunch, che ci salutano e chiudono questo primo troncone mattiniero di key-note del TechCrunch Italy 2013. Riprenderemo a seguire l'evento a partire dalle 14:00 circa, su Twitter e qui su Downloadblog.

13:15 - Cosgrave chiude il suo intervento (purtroppo ancora una volta interrotto dagli innumerevoli singhiozzamenti dello stream video) con un consiglio per le giovani startup: "concentratevi sulle vostre idee e fate molta attenzione ad ascoltare i consigli di chi potrebbe avere molta più esperienza di voi, e che in realtà spesso non ce l'ha". Sulla stessa linea anche Dentzel. Il suo "number one tip" è "la perseveranza vince sulla resistenza".

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12:47 - Ecco Paddy Cosgrave che racconta la sua avventura con F.ounders & Web Summit. Paddy parla della strategia che ha permesso di reclutare i grandi nomi che hanno partecipato ai primi Web Summit: il segreto è Skype. Niente email, niente telefono, Skype permetteva un contatto più umano, "era più difficile dire di no dopo quindici minuti di video-telefonata".

Ora tocca a Zaryn Dentzel, co-fondatore e CEO di Tuenti, un'app di instant messaging e social networking disponibile su Android, iOS, Windows Phone e BlackBerry. Zaryn parla delle diverse opportunità di successo di una piattaforma basata sulle transazioni digitali tra Gran Bretagna e paesi Europei come Spagna e Italia: "quello che funziona in UK non è detto che funzioni altrove".

12:40 - Ecco Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber.

12:33 - Dopo una lunghissima sessione Q:A con Caio si passa a Grégoire Lassalle, presidente di AlloCine. Purtroppo i problemi tecnici sullo stream video proseguono. AlloCine, anzi per la precisione AlloCiné, è l'equivalente francese di IMDB, un database "che fornisce servizi e informazioni online sul cinema" (Wikipedia).

Immagini da TechCrunch Italy 2013

12:27 - Come avrete notato ci sono problemi sullo stream video. Per il momento continua la lunga sessione di domande dal pubblico rivolte a Francesco Caio.

12:00 - Ecco Francesco Caio, responsabile della "Digital Agenda" per il Governo Italiano. L'Agenda Digitale del Governo servirà a spingere il potenziamento e la diffusione della banda larga, a promuovere il principio degli Open Data e lo sviluppo di applicazioni di E-Government ma anche migliorare servizi esistenti (medicina elettronica, telemedicina...).

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11:42 - Ora parla Amelia Showalter, direttore dell'analisi dei dati nella campagnia Obama 2012. Ci parla del suo ruolo nella campagna e l'importanza dell'analisi dei dati, che ha permesso una continua ottimizzazione della campagna e della raccolta fondi (hanno partecipato 4 milioni di americani, un risultato senza precedenti).

Ecco le chiavi per il successo secondo Amelia: essere modesti; non fidarsi del proprio istinto ma circondarsi di un team di persone intelligenti; mettere il proprio ego da parte e "far parlare i dati". Il testing è fondamentale per imparare dai propri sbagli: vince sempre sulle semplici "previsioni".

"E' fondamentale mantenere un calendario di test. Il default è testare sempre, ogni cosa."

11:38 - Ecco lo stream video della diretta dell'evento. Rimarrà in rilievo nella parte alta del live blog.

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11:32 - Ecco Paolo Barberis, co-fondatore di NanaBianca, "l'acceleratore delle startup italiane". "Il team è l'aspetto chiave delle startup. Bisogna iniziare solo col team giusto". NanaBianca è "ossessionata" dalle metriche: controllare tutti i dati più importanti, "è il miglior modo per capire e migliorare il business".

11:21 - Eventbrite è basato su una piattaforma "self-service", un modello efficiente e in grande crescita che non era mai stato utilizzato nel segmento della pianificazione degli eventi. Alcuni dati di un mese fa: "1,5 milioni di eventi inseriti, 130 milioni di biglietti venduti".

"Le piattaforme self-service sono usabili da tutti e dovunque". L'obbiettivo principale è instaurare fiducia verso il brand. Solo 5 minuti per creare un evento e vendere i biglietti online utilizzando la piattaforma Eventbrite.

11:09 - Si passa a Renaud Visage, "architetto tecnico" e CTO di Eventbrite, una piattaforma nata nel 2006 che si occupa di vendita di biglietti e promozione di eventi tramite i social network. Parla dell'importanza della soddisfazione del cliente. Nei sondaggi condotti coi clienti sono "solo i punteggi da 9 a 10 contano veramente".

11:04 - Ora tocca a Francesco Nazari Fusetti (classe 1987), è la mente dietro CharityStars. L'idea dietro alla piattaforma è quello di un'opera di beneficienza digitale che consente alle star di donare oggetti e tempo piuttosto che denaro. Qualche personaggio? C'è Buffon e Ligabue. CharityStars al momento è alla ricerca di 300K€ per espandersi globalmente.

Immagini da TechCrunch Italy 2013

10:57 - Ora ci parla degli aspetti più duri della vita dell'imprenditore medio. Uno degli ostacoli più difficili è stato fare i conti con la sua famiglia, definita come l'"audience più difficile". La differenza tra Silicon Valley e Roma? "Roma è un posto in cui si scava e si onora il passato e la tradizione". Ma il successo può arrivare proprio da qui, sconfiggere la tradizione per creare qualcosa di unico.

10:47 - Ecco Matthew Prince, co-fondatore e presidente di CloudFlare. Inizia parlandoci dei suoi primi passi come imprenditore. Ma prima ci spiega cos'è CloudFlare: un network di 23 data center, 1 trilione di richieste web al mese. I clienti di CloudFlare sono amministrazioni statali, grandi compagnie, siti di notizie, serviti con una "content delivery network". Prince parla del primo milione di dollari ottenuti dai fondi di finanziamento: "Ora dobbiamo costruire qualcosa". Creare una compagnia? E' un "atto irrazionale".

Immagini da TechCrunch Italy 2013

10:37 - Sul palco ora c'è Giovanna Melandri, presidente del museo MAXXI, che da un benvenuto a tutti i presenti. Ora un breve speech di un rappresentante della Regione Lazio (al posto di Luca Zingaretti che non è potuto venire per un'emergenza): "La rivoluzione delle startup globali parte da Roma".

10:34 - Ci siamo: TechCrunch Italy 2013 è partito. Ora sul palco c'è Luca Ascani, co-fondatore e presidente di Populis. Mike Butcher di TechCrunch invece ritarderà un po'.

10:11 - E' stato appena annunciato dal palco un ritardo di circa 15 minuti. State con noi!

10:03 - La diretta dovrebbe partire da un momento all'altro, dallo stream video per ora tutto tace. I primi a salire sul palco dovrebbero essere Mike Butcher, boss di TechCrunch e Luca Ascani, co-fondatore e presidente di Populis.

TechCrunch Italy 2013

9:39 - Ci siamo quasi: tra poco meno di mezzora partiremo con la diretta dall'edizione 2013 del TechCrunch Italy dal MAXXI di Roma, il secondo appuntamento creato da TechCrunch e Populis dedicato al mondo del digitale e alle startup italiane.

Ecco alcuni link utili relativi all'evento, il programma, i contenuti e tutti gli ospiti della due giorni di eventi:

TechCrunch Italy, il programma completo dell'evento del 26 e 27 settembre a Roma
TechCrunch Italy 2013, ecco gli otto finalisti della Startup Competition
TechCrunch Italy 2013, le migliori app dedicate alle passioni scelte tra 200 startup
TechCrunch Italy 2013 - i servizi innovativi per il lavoro, idee scelte dalla Startup Competition
TechCrunch Italy 2013, intervista a Efe Cakarel di MUBI
TechCrunch Italy 2013, al via domani, alcuni nuovi ospiti all'evento per le startup




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