Facebook e Twitter, ecco i governi più spioni (India e Giappone primi in assoluto)

Ecco quali sono gli Stati che hanno richiesto più dati a Facebook e Twitter

Facebook e TwitterNon sono poche le richieste che arrivano a Facebook e Twitter da parte dei governi di tutto il mondo, e il recente comunicato che ha diffuso Mark Zuckerberg lo dimostra. Ebbene, combinando questi dati con quelli relativi a Twitter, è stato scoperto che la situazione è più grave di quanto la vicenda PRISM faccia pensare; se ci sono, infatti, Stati che si disinteressano di quanto accade in rete - e l'atteggiamento è comunque sbagliato - esistono anche Paesi che formulano richieste a tal punto eccessive da spingere Facebook e Twitter a non fornire i dati in questione.

Leggendo con attenzione il rapporto Facebook relativo ai primi sei mesi del 2013, si notava come le richieste degli Stati Uniti primeggiassero sia con Facebook sia con Twitter; sempre stando a quei dati, l'India si posizionava al secondo posto, seguita dalle principali nazioni europee: Regno Unito (1975 richieste), Germania (1886), Italia (1704) e Francia (1547); tra i Paesi meno spioni, invece, spiccavano il Brasile (715), l'Australia (546), la Spagna (479) e il Canada (192).

Su Twitter la situazione non è molto diversa: microblogging.com fa notare che la richiesta di dati è aumentata del 40% rispetto al 2012 e che alla fine di luglio spadroneggiavano gli USA, da cui proviene il 78% di tutte le richieste, seguiti da Giappone, Brasile e Regno Unito; chi ha chiesto non soltanto i dati ma anche la censura dei contenuti è stato il Brasile, seguito da India, Giappone, Olanda e Russia.

Ecco tutti i dettagli su Facebook e Twitter

Negli ultimi giorni Quartz ha rilasciato dei dati ancora più dettagliati, dai quali, però, ha ovviamente escluso gli Stati Uniti: si tratta di un elenco, con rispettive percentuali, di tutti i Paesi che hanno avanzato richieste di qualsiasi genere, e, come potete ben vedere, a posizionarsi primi sono l'India rispetto a Facebook e il Giappone rispetto a Twitter. Secondo noi, purtroppo, questa è solo la punta dell'iceberg...

Via | Quartz

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