Facebook costretto a pagare 20 milioni di dollari agli utenti

Risarcimento di 20 milioni di dollari imposto a Facebook per le violazioni legate alle Sponsored Stories

Soldi Facebook Sono ben 20 i milioni di dollari che Facebook dovrà pagare a oltre 600mila utenti, per aver reso pubbliche informazioni personali che, invece, sarebbero dovute restare segrete.

Cosa è successo esattamente? L'azienda ha sfruttato l'immagine di circa 150 milioni di utenti per inseririli nelle cosiddette Sponsored Stories: tutto questo senza il loro consenso (e se vi state interrogando sul motivo dello scarto fra 600mila e 150 milioni di utenti, la risposta sta in una email: solo chi ha risposto a un messaggio di posta che Facebook ha inviato potrà godere del risarcimento).

A decretare la somma è stata la Corte degli Stati Uniti d'America, che ha imposto il pagamento a favore di utenti e associazioni che lottano per i diritti alla privacy; la class action era stata avviata nel lontano 2011, ma non è mai finita nel dimenticatoio, anche se in due anni sono state parecchie le notizie (ancora più importanti) che hanno coinvolto il famoso social network: la BBC spiega che i dati dei naviganti erano stati utilizzati per proporre prodotti e servizi attraverso Sponsored Stories, senza, però, che Facebook li avesse pagati o avesse chiesto loro l'autorizzazione.

Le motivazioni del tribunale

Ma vediamo nel dettaglio come ha agito il tribunale: anzitutto, va detto che si tratta di 15 dollari a ciascun utente; niente di esorbitante, quindi. La giustificazione di una somma così bassa sta soprattutto nel fatto che, secondo il giudice, Facebook non ha "indiscutibilmente violato la legge" e non ha "danneggiato in modo significativo" gli utenti: ecco perché non gli si poteva certo chiedere di più.

All'epoca Facebook guadagnò 73 milioni di dollari; oggi ne ha persi 20: non è tantissimo, ma forse sarebbe stato meglio non giocare sporco e chiedere qualche permesso in più. Caro Zuckerberg, che ti serva di lezione.

Via | Il Messaggero

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