Twitter, l'esercito americano denuncia la poca sicurezza del social network

L'esercito americano svela che Twitter non è poi così sicuro: ecco cosa si può fare con la cache del social network

Twitter Allarme Twitter: è il caso di scriverlo, visto che a denunciare la poca sicurezza del social network, con tanto di prove alla mano, è stato proprio l'esercito americano. In estrema sintesi, la convinzione è che, attraverso la cache del sito, sia possibile accedere a tutti i dati sensibili degli utenti, e questo non piacerà proprio a nessuno, perché, se da una parte può aiutare a combattere problemi gravi quali il terrorismo, dall'altra ci ricorda che siamo tutti sotto controllo.

L'esercito americano aveva condotto delle ricerche per individuare, attraverso i dati presenti su Twitter, minacce terroristiche e tracce di riciclaggio del denaro: stando ad alcuni documenti finiti nelle mani di Steve Aftergood dell’organizzazione Federation of American Scientists, l'esercito sarebbe riuscito a utilizzare il programma Social Bubble per rintracciare e analizzare i dati su Twitter.

L'esperimento è durato otto giorni e lo conoscerete tutti con il nome Quantum Leap: la Us Special Operations Command, che gestisce missioni e corpi speciali, ha spiegato a 50 delegati di governi e aziende come il programma sfrutti soprattutto la cache del social network, per identificare chiunque:

I rischi di Twitter


"[...] Il rischio maggiore - si legge sul sito del quotidiano La Stampa, che a sua volta riprende Financial Times -  proverrebbe dalle cache del sito di microblogging: conterrebbero dati accessibili a chiunque, compresa la sezione dell’esercito già attiva nella cattura di Osama Bin Laden e che, incrociando i dati di siti, tribunali, banche e servizi di geolocalizzazione, sarebbe stata in grado di compilare dossier su individui e relative attività proprio attraverso Twitter".

Twitter spiegato di non saperne nulla: state certi, però, che tutto verrà a galla e, quando avremo dimenticato PRISM, arriveranno molte altre minacce a minare il rapporto con la rete.

Via | Financial Times | La Stampa

  • shares
  • Mail