L'NSA monitora il 75% del traffico che passa attraverso gli USA

Nonostante non ne abbia (formalmente) l'autorità, l'NSA monitora il traffico di stranieri e cittadini USA che passa attraverso i servizi basati sul territorio statunitense

C ‘è un risvolto positivo in questa notizia: l’NSA monitora tre quarti del traffico che passa sul territorio americano. Questo vuol dire che in ogni dato momento il 25% del traffico NON viene monitorato, smentendo così la fama di onniscenza del counterintelligence americano.

Non è purtroppo un buon motivo per gioire: se quello che dicono gli informatori è vero, spiare il 75% delle telecomunicazioni americane e tenere degli archivi su di esse vuol dire violare il mandato proprio dell’NSA, che dovrebbe limitare la sorveglianza agli stranieri. In secondo luogo questa “soffiata” illustra esattamente cosa succede quando affidiamo le nostre comunicazioni a servizi basati negli Stati Uniti. Le informazioni che spediamo diventano molto probabilmente l’ennesimo tassello del quadro globale che gli agenti segreti americani hanno predisposto nei loro server.

La sicurezza di essere spiati



Il sistema automatico di monitoraggio allestito dall’NSA e funziona così: identifica le comunicazioni che provengono dall’esterno degli Stati Uniti o che vengono inviate all’estero. Questo vale anche per quelle comunicazioni che sono di natura completamente straniera ma che per ragioni di server transitano attraverso il suolo americano.

Una gamma di tool dai nomi molto “governativi” si occupa di smaltire questo traffico in base alla sua natura: Blarney, Fairview, Oakstar, Lithium e Stormbrew e altri algoritmi filtrano tutto e chiedono automaticamente una verifica con le maggiori Telecom, e i centri dati che li operano lavorano direttamente sul suolo americano, senza aver bisogno di piazzare sonde sui cavi sottomarini come volevano i precedenti dossier sull’intelligence.

Queste operazioni sono sorvegliate dalla FISC, la solita corte speciale imbastita per la sorveglianza degli stranieri. Gli ordini emessi sono molto vaghi, e l’NSA promette che i cittandini americani non sono affatto vittime di questa rete a strascico, ma doverosamente filtrati. Permettetemi di dubitarne.

Una cosa è certa: se usate un servizio di storage su cloud, un instant messenger, un servizio di mail o qualsiasi altro trucchetto partorito dalle menti di Silicon Valley, allora state anche donando i vostri dati all’NSA. Ragione che ha spinto Lavabit a chiudere i battenti, per dirne una, oppure che ha indotto l’FBI a cercare di penetrare Tor, uno dei pochi punti ciechi del sistema.

Via | Wall Street Journal

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