Barack Obama, un piano per la reputazione degli USA dopo il Datagate

Appoggiato da Vint Cerf, Barack Obama promette più trasparenza, parlando di una cattiva impressione data al mondo dalle rivelazioni di Edward Snowden.

Obama barack

Il cosiddetto Datagate ha macchiato la reputazione degli Stati Uniti agli occhi del mondo intero, dopo che le rivelazioni di Edward Snowden hanno scoperchiato il programma della NSA destinato a spiare tutto e tutti. Ma secondo Barack Obama, tali rivelazioni hanno dato una cattiva impressione, e la sua amministrazione ha un piano per sistemare la faccenda:

"L'impressione generale, non solo tra il pubblico americano ma anche nel resto del mondo, è che noi siamo lì volente o nolente, succhiando in qualche modo informazioni su chiunque per farne ciò che vogliamo. Ma questo non è la realtà."

Nella conferenza organizzata dopo il suo incontro con Tim Cook di Apple e altri dirigenti delle industrie tech, Obama ha fornito una serie di spiegazioni sui passaggi con cui ha intenzione di dare maggior trasparenza ai programmi di spionaggio, sollevando anche la necessità di un dibattito sull'argomento e la nascita di un organo indipendente che controlli i piani di sorveglianza degli USA.

A bordo, anche Vint Cerf, uno dei padri di Internet e membro del National Science Board creato proprio da Obama: in un messaggio email inviato a Computerworld, Cerf si è detto convinto che sarà proprio la trasparenza a fare la differenza, sperando così di porre un freno alle preoccupazioni che stanno prendendo sempre più piede tra le persone in tutto il mondo.

Secondo la Information Technology & Innovation Foundation, infatti, le aziende tecnologiche rischierebbero di perdere circa 35 miliardi di dollari a causa dei timori sulla privacy dei loro clienti, spinti verso altri lidi al di fuori degli Stati Uniti e della possibilità di essere sorvegliati da programmi come PRISM.

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