Social network, un utente su quattro si pente di ciò che posta

Un recente sondaggio ha dimostrato che un utente su quattro si pente di ciò che posta, a causa di motivi lavorativi

SOCIAL NETWORKMolto interessanti, i risultati a cui è pervenuto Findlaw sui social network, se considerate che 1/4  degli utenti ha confessato di provare sensi di colpa, angoscia e preoccupazione, dopo aver pubblicato foto e contenuti di vario tipo su Facebook, Twitter e tutto il resto delle reti sociali.

Edito dalla società Thomson Reuters, il sito ha realizzato un sondaggio su mille utenti e forse non si aspettava - così come noi - un risultato del genere: quasi il 30% degli internauti si è infatti pentito di aver postato contenuti inappropriati, senz'altro in grado di danneggiare il loro futuro lavorativo (e il fatto che i social network influenzino positivamente o negativamente le assunzioni da parte dell'impresa non è di certo una novità...).

La situazione diventa ancor più chiara, se considerate che il 21% degli utenti ha provveduto, molto spesso, a rimuovere una foto considerata compromettente o a cancellare un post il cui contenuto avrebbe potuto ponderare maggiormente. In effetti, gran parte dell'utenza è proiettata più verso la prevenzione che verso la cura: l’82% dei giovani, pensate, sostiene di tenere molto alla privacy; il 6, invece, non se ne cura affatto e pensa soltanto a scrivere o postare ciò che gli va.

Gli inconvenienti dei social network


“Alla gente piace usare i social media per condividere pensieri ed esperienze di vita - questo, il commento di Stephanie Rahlfs, legale che collabora con FindLaw.com - L’inconveniente è che molti commenti, foto e altre informazioni potrebbero non essere visti con favore dai datori di lavoro. Rimuovere un post o una foto potrebbe non essere sufficiente per cancellare la presenza di informazioni su Internet; è meglio partire dall’assunto che tutto quello che si posta potrebbe restare sul web per sempre, e di conseguenza riflettere bene prima di premere il tasto 'Invia'".

Che il social network sia l'estensione della vita reale è ormai un dato di fatto; ma che le imprese debbano interessarsi pure della vita privata dei loro dipendenti pare assurdo: abbiamo come l'impressione che in futuro aumenteranno le cause legali a sfondo social... Che ne pensate?

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