Social network, come cambia il giornalismo ai tempi di Facebook e Twitter

Come hanno cambiato il giornalismo i social network?

social network Che i social network abbiano cambiato la vita dei loro utenti è ormai un dato di fatto: sappiamo che Facebook e Twitter sono riusciti ad abbattere le distanze spazio-temporali (e talvolta anche culturali) e hanno favorito senz'altro incontri che prima non sarebbero mai potuti avvenire. Gli stessi cambiamenti hanno coinvolto il mondo della comunicazione e dei mass media: oggi il lettore fruisce di una notizia in modo decisamente diverso rispetto ad alcuni anni fa, quando il dominio della carta era incontrastato.

Si corre il rischio di dar credito facilmente a bufale e molto spesso a cadere nel tranello sono gli stessi giornalisti, i quali si trovano, da una parte, a dover fare i conti con la velocità con cui dare le informazioni prima di tutti gli altri siti; dall'altra, con la lentezza e la precisione che il controllo delle fonti richiede. Questo e molti altri argomenti sono stati oggetto di dibattito di una bella intervista del docente Davide Bennato, titolare della cattedra di Sociologia dei media digitali all’Università di Catania.

Al Corriere, infatti, ha fatto il punto di tutti i cambiamenti che hanno caratterizzato i mass media in questi anni ed è proprio di questi punti che vi proponiamo qualche stralcio significativo, ricordandovi che la fonte originale offre degli spunti davvero interessanti:

"L’audience dei giornali si è molto trasformata - spiega il professor Bennato -. Ormai chi fruisce le notizie desidera un’esperienza multipiattaforma: vuole essere aggiornato di continuo con diversi device, oltre a ricevere news sempre più mirate rispetto ai propri interessi. È soprattutto un lettore alla ricerca di un linguaggio che si adatti all’uso delle tecnologie. [...] Per la ricerca di fonti e notizie, [i social network migliori sono ndr] senza dubbio Facebook e Twitter. Il primo per la sua diffusione capillare, il secondo per il rapporto con gli opinion leader. In più, Linkedin serve a stabilire un contatto con esperti e professionisti".

"I blog non sono finiti"

Ma è per i blog che ha speso parole ancor più condivisibili, perché - a differenza di molti altri che si ostinano a non dar credito a questa ormai non più nuova forma di comunciazione - Bennato ha dato loro molta importanza (non che serva il giudizio di un docente, visto che a far da parametro è sempre l'utente, ma parole del genere colgono senz'altro lo spirito dei blog):

"I blog personali informativi non sono finiti: hanno assunto un ruolo differente. Twitter e Facebook sono strategici per la diffusione delle notizie e la circolazione delle informazioni, ma il blog consente di avere uno spazio dove dare la massima visibilità al proprio lavoro. Oltre a essere utilissimo per farsi trovare al di là dei percorsi classici".

I rischi ci sono - e consistono essenzialmente nelle bufale circolanti in tutta la blogosfera -, ma il giudizio sul nuovo giornalismo, quello fatto bene, è insomma positivo. E voi, che sicuramente apprezzerete questi nuovi spazi virtuali, preferite quotidiani e riviste oppure un signor blog? Quali sono, a vostro avviso, i punti di forza di ognuno?

Via | Corriere.it

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