David Cameron conferma i filtri ai siti per adulti nel Regno Unito

David Cameron conferma le nuove regole opt-in per i filtri famiglia, chiamando in causa anche Google, Microsoft e Yahoo!.

Nonostante i dubbi e le polemiche, il Regno Unito andrà avanti per la sua strada: i sudditi della Regina Elisabetta dovranno richiedere espressamente la possibilità di accedere ai siti per adulti. A confermarlo è stato il primo ministro inglese, David Cameron.

Ai provider sarà dunque chiesto di bloccare l'accesso ai siti contenenti materiale vietato ai minori, a meno che in fase di sottoscrizione di un nuovo contratto Internet non si chieda di disabilitare tali filtri. I possessori delle linee già attivate saranno invece contattati prossimamente da chi gestisce il loro accesso alla rete, per sapere se vogliono che i filtri siano abilitati o meno.

Coinvolti anche i motori di ricerca


Le parole di Cameron riguardanti il provvedimento, destinato a essere uno degli sforzi per impedire che i bambini possano accedere ai siti per adulti, non si fermano ai provider ma riguardano anche i motori di ricerca. In primis naturalmente soggetti come Google, Microsoft e Yahoo!, insieme a chiunque offra servizi simili a essi:

"Ci deve essere una lista di parole - una blacklist - che non offra risultati diretti. Ci sono alcune ricerche che sono così ripugnanti che non possono essere altro che il frutto dell'intento malato e disgustoso di chi le compie. Ho un messaggio molto chiaro per Google, Bing, Yahoo e il resto. Avete l'obbligo di agire su questo - ed è un obbligo morale.

Ci sono tante domande complicate e difficili che richiedono risposte, ed è per questo che dobbiamo lavorare con le società. So che sarà difficile ma non è un buon motivo per non fare nulla."

Sui provvedimenti presi dai motori di ricerca a quanto pare Cameron tornerà a ottobre, per verificare quanto messo in atto dalle varie aziende che li gestiscono. Nel frattempo, il dibattito sul nuovo regolamento di tipo opt-in per i filtri è sempre più acceso.

Via | Bloomberg

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