Datagate: Yahoo!. La battaglia contro PRISM

Yahoo! contro il governo: una lotta che va avanti dal 2008 e di cui si sanno solo oggi i dettagli.

Tra le big company del settore tecnologico interessate dal Datagate c'è naturalmente anche Yahoo!. La società di Marissa Mayer è stata infatti tra quelle citate dalle rivelazioni di Edward Snowden, e dunque chiamata anch'essa a rendere conto all'opinione pubblica del suo coinvolgimento nello scandalo legato a PRISM.

Dopo aver analizzato ieri le posizioni di Facebook e Microsoft, scopriamo oggi quali sono le azioni richieste dalla NSA a Yahoo! e la reazione dell'azienda con base a Sunnyvale, in California.

I dati


Come le altre società, anche Yahoo! ha dovuto aspettare il via libera da parte delle autorità, rivelando quanto permesso dal Foreign Intelligence Surveillance Act. Secondo le modalità ormai note, l'azienda guidata da Marissa Mayer ha fatto sapere di aver ricevuto un numero di richieste attestatosi tra 12.000 e 13.000 nel corso dell'ultimo anno e mezzo, molte delle quali anche legate a "frodi, omicidi, rapimenti e altre indagini su crimini".

Già nello stesso momento però, a metà giugno Yahoo! chiedeva al governo maggiore libertà per rendere note le cifre e le procedure adottate non solo per il programma PRISM, ma anche in altre occasioni passate in cui si è resa necessaria la collaborazione con le autorità per fornire dati privati.

La battaglia


Ancora prima dell'arrivo di Marissa Mayer, Yahoo! si sarebbe opposta con forza alle richieste delle autorità: dobbiamo infatti tornare indietro fino al 2008, anno in cui l'azienda avrebbe inviato una richiesta formale alla Foreign Intelligence Surveillance Court, per contrastare le richieste pervenute.

Tornando a oggi, la notizia odierna è che Yahoo! ha nuovamente chiesto di rendere pubblici i documenti risalenti al 2008, classificati come segreti, coi quali l'azienda americana potrebbe ottenere una nuova luce dimostrando di essersi opposta strenuamente all'obbligo di fornire al governo i dati degli utenti. Ne parla Mercury News, citando le parole degli avvocati Marc Zwillinger e Jacob Sommer:

"Pubblicare la decisione della Corte e gli interventi delle parti è necessario per informare il crescente dibattito pubblico di come la Corte consideri ed esamini l'uso delle direttive del governo."

Come dicevamo, la protesta del 2008 di Yahoo! è protetta dal FISA, e pertanto coperta da segreto. Addirittura, fino a giugno, a Yahoo! non era stato neanche dato il permesso di rivelare che era lei l'azienda misteriosa coinvolta nel caso, sulla cui identità ci si interrogava infatti da diverso tempo.

L'obiettivo


L'intenzione di Yahoo! sarebbe a questo punto chiaramente quella di giocare tutto sulla battaglia portata avanti per contrastare la richiesta di fornire i dati alle autorità, effettuata alla luce degli ordini arrivati poi dalla Corte. Un modo per dimostrare dunque di essere stati obbligati, contro la propria volontà e non senza combattere: in quante tra le aziende coinvolte possono dirlo, e soprattutto dimostrarlo?

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