Edward Snowden spiega come funziona "l'accesso diretto" ai dati delle corporation

Qualcuno mente sfacciatamente sul proprio coinvolgimento nel programma PRISM: o le corporation di Silicon Valley oppure Edward Snowden.

Edward Snowden è tornato, o per lo meno una registrazione di una sua intervista, tenuta il 6 giugno di quest’anno. Le sue parole mettono al muro Silicon Valley, che finora ha proclamato con vigore la propria innocenza, e come sempre sono state pubblicate dal giornale preferito del whistleblower, il britannico The Guardian.

Dov’è Edward Snowden?

Dove sia la giovane talpa ed ex hacker dell’intelligence americano è ancora poco chiaro. C’è chi dice che viva nel terminal di Mosca come una versione ad alto profilo del poveraccio che ha ispirato The Terminal, c’è chi dice che sia in giro per Mosca - nessuno lo sa per certo, ed anche i nuovi materiali sono “vecchi”, come questo video.

Snowden ha chiesto asilo politico a molti paesi, ma solo quelli dell’america latina come Venezuela e Bolivia sembrano cooperare. Il problema della talpa è di arrivarci senza che gli alleati degli Stati Uniti lo catturino. Abbiamo visto che gli americani hanno gettato alle ortiche ogni genere di decenza pur di prendere Snowden, e paesi che non avrebbero alcun interesse a fare il gioco degli USA obbediscono ad ordini del potente alleato senza fiatare - vedi quello che è successo con il volo di Morales.

L’accesso diretto ai dati delle corporation informatiche esiste

Ieri abbiamo pubblicato un’analisi delle affermazioni di Larry Page, che dichiara innocente Google rispetto ad ogni collaborazione sommersa con la NSA. Quello che dice Snowden vola dritto contro alle parole del CEO di Google, al punto da poterci indurre a ritenere che o uno dei due mente, oppure è molto più ignorante sulla faccenda di quanto la sua posizione suggerirebbe.

“Esiste PRISM, che è una dimostrazione di come il Governo USA sfrutti il potere corporativo americano per i propri scopi. Compagnie come Google, Facebook, Apple, Microsoft sono in stretti rapporti con la NSA e forniscono all’Agenzia un accesso diretto alle infrastrutture di servizio di tutti i sistemi che voi usate per comunicare, per conservare i dati, per trasferire i dati sulla nube o anche solo per mandare auguri di compleanno o tenere un diario.

Ed inoltre concedono alla NSA accesso diretto in modo da non dover sorvegliare le operazioni e non dover rendere conto di quello che la NSA sta facendo. Io ritengo che sia un potere pericoloso da concedere a chiunque, ma soprattutto lo è restando in mano ad un’organizzazione che ha reiteratamente dimostrato di usare ogni mezzo per occultare le proprie attività dalla supervisione”

Come potete vedere le “confessioni” di Snowden ci mostrano una realtà molto differente da quella dipinta da Page. Qui sembra di percepire una Silicon Valley spinta in un angolo da minacce, blandizie o corruzione, disposta a fare tutto per soddisfare i men in black del governo.

La ragione in questo caso in sembra proprio che possa ricadere nel mezzo, in qualche zona grigia. Chi mente, le corporation o l’ex agente del controspionaggio?

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