Datagate: Twitter, ecco l'unico social media che non è parte di PRISM

Twitter finora non figura nelle soffiate di Edward Snowden e sembra essere immune dallo scandalo Datagate. Com'è possibile?

Tra tutte le grandi corporation dell’innovazione tecnologica, ce n’è una che non è stata travolta dallo scandalo PRISM. Si chiama Twitter, un nome che - ritengo - potrebbe esservi familiare.

Dov’è Twitter?



Abbiamo visto qualche giorno fa il leak delle slide pubblicate da The Guardian e The Washington Post. Su di esse, al di là delle procedure operative (peraltro tenute molto sul vago) comparivano anche molti nomi importanti. Si poteva leggere Google, Yahoo!, Microsoft e Facebook - un nome mancava all’appello. Non sappiamo se le slide provengano (come gran parte di queste soffiate) da Edward Snowden, però i dati al loro interno coincidono perfettamente con le rivelazioni dell'ormai celebre talpa.

Twitter è in qualche maniera riuscito a tenersi alla larga dal Datagate. Come è potuto succedere? Se posto accanto a Facebook, Microsoft e Google, il potere di Twitter è ben poca cosa. Eppure gli altri giganti sono stati costretti alla collaborazione in un modo o nell’altro. La chiave non è in qualche scappatoia legale probabilmente, ma nella natura stessa del media in questione.

Twitter è totalmente pubblico



Analizziamo il servizio: un tweet è un messaggio di 140 caratteri che viene pubblicato e diventa visibile a tutti i nostri follower. In realtà nella stragrande maggioranza dei casi è totalmente pubblico, e può essere cercato dal search engine interno e persiste online per un tempo indeterminato (anche se gli archivi si possono analizzare solo con molta difficoltà). Se poi viene retwittato, esce completamente dal nostro controllo e compare sui feed degli altri utenti.

È vero, Twitter ha anche i messaggi privati, ma sono scomodi e sono solo un servizio molto secondario. La vita di un utente di questo social media è tutta pubblica, trs hashtag e trend Twitter fa da megafono ai nostri pensieri.

Ve lo immaginate un terrorista che spiega i suoi piani pubblicamente a botte di 140 caratteri? Un lunatico pazzoide sì - è già successo - ma non un soldato di qualche jihad internazionale.

Possiamo ipotizzare che questo sia stato il ragionamento dell’NSA, che peraltro può monitorare tranquillamente il traffico di Twitter, dato che i tool analitici sono progressivamente più precisi, ma non ci troverà nulla che non possiate trovare anche voi, visto e considerato che la “memoria” dell’architettura instabile di Twitter è davvero di difficile navigazione.

Twitter ha anche un caratteraccio



Oltre ad essere una compagnia giovane e priva di un patrimonio di dati privati consistente, è anche molto battagliera. Abbiamo detto prima che non può avere avvocati migliori di un mostro come Google, però ne ha sicuramente uno molto dedicato, come riporta The Verge, conosciuto anche Alex Macgillivray, come “Amac”.

Amac è il capo della divisione legale di Twitter, ed ha una pessima opinione dei metodi del proprio governo. Grazie alla sua influenza e buona volontà, pare che Twitter risponda positivamente solo al 69% delle richieste delle agenzie e autorità ufficiali statunitensi. Per darvi un’idea, Google obbedisce l’88% delle volte in cui le autorità domandano qualcosa.

Quale sia la verità (resistenza attiva o bassa priorità delle informazioni), per il momento Twitter è l’unico tra i grandi social media ad aver guadagnato un rating alto dopo un’analisi delle sue politiche sulla privacy da parte dell’Electronic Frontier Foundation.

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