MasterCard sblocca le donazioni a WikiLeaks

Julian Assange e i suoi festeggiano la riapertura dei canali di pagamento di MasterCard, tramite cui sarà possibile donare soldi a WikiLeaks.

Era il 2010 e la bomba WikiLeaks era appena scoppiata, quando alcune società decisero di tagliare il loro supporto alla piattaforma di Julian Assange, impedendo le donazioni economiche tramite i loro circuiti. Tra le suddette società, anche MasterCard, per l'esattezza nel dicembre 2010 dopo lo scandalo conosciuto come "Cablegate".

A distanza di due anni è mezzo, è la stessa WikiLeaks ad annunciare che MasterCard è tornata sui suoi passi, riaprendo quindi ai possessori di carte di credito del proprio circuito la possibilità di donare soldi alla piattaforma. Ecco quanto si legge nel comunicato:

"MasterCard International è tornata indietro capovolgendo la sua posizione. La notifica della decisione di MasterCard Internazional è arrivata a WikiLeaks da VALITOR, il partner islandese di VISA e MasterCard.

Il 24 aprile 2013, WikiLeaks e DataCell (il sito dove si effettuano le donazioni, NdR) hanno vinto una causa, durata due anni, contro VALITOR per violazione del contratto per aver bloccato le donazioni a WikiLeaks su richiesta di VISA e MasterCard. La Corte Suprema islandese ha ordinato a VALITOR di ricominciare a processare le donazioni a WikiLeaks.

VALITOR ha eseguito e riaperto i pagamenti, comunicando di voler terminare il proprio contratto il 1 luglio 2013, citando una clausola di chiusura unilaterale presente in esso. VALITOR ha ora annunciato di aver rivisto la sua posizione e di voler processare i pagamenti per DataCell e WikiLeaks."

Al tempo, le società che chiusero i ponti per WikiLeaks lo fecero naturalmente per tutelarsi di fronte al governo americano, vista l'attività illegale per le leggi USA svolta da Julian Assange e i suoi. Nonostante tali provvedimenti, però, WikiLeaks ha avuto modo di continuare a sopravvivere anche senza il supporto dei circuiti di pagamento, potendo godere di risorse al punto da offrire di recente supporto anche a Edward Snowden, la talpa di PRISM.

Via | Theverge.com

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