Google Glass, non cambia nulla della politica di Google sulla privacy

Guerra di scartoffie tra parlamento americano e Google. I primi cercano risposte ma non conoscono le domande, mentre la corporation sorride e comunica a colpi di marketing

Una commissione bi-partisan di membri del congresso americano ha esposto forti perplessità sulle possibilità di abuso dei Google Glass e sull’adeguatezza delle norme di auto-regolamentazione in tema di privacy attualmente rispettate da Google. La corporation ha spedito una risposta, tuttavia non pare affatto intenzionata a modificare nulla delle politiche attuali.

Preoccupazioni legittime, ma prive di fondamenta solide



La commissione ha ricevuto una lettera di quattro pagine da parte del vice-presidente di Google delegato alle questioni di privacy e politiche dei rapporti con il pubblico, Susan Molinari. La Molinari ha cercato di rispondere alle perplessità dei deputati statunitensi, ma in definitiva a tralasciato alcune domande e si è tenuta sul vago.

Parte del problema è la natura stessa dei Google Glass, che nessuno della commissione ha mai avuto per le mani personalmente, e che al momento sono distribuiti ad una comunità di sviluppatori e early adopter che fa anche da beta tester.

L’unica cosa sicura che si percepisce dalla lettera della Molinari è che i Glass che poi arriveranno al grande pubblico avranno dei regolamenti e dei contratti d’uso decisamente differenti.

Le (poche) spiegazioni di Google



Possiamo cercare di riassumere i punti salienti spiegati da Susan Molinari:

  • I Google Glass potranno essere venduti e trasferiti una volta che sarà finito il programma pilota

  • Esiste già un’opzione per cancellare i dati, un Factory Reset. I Google Glass definitivi avranno metodi di controllo e cancellazione dei dati più granulari

  • Google sta creando una funzione di blocco per fermare l’uso di un Google Glass rubato o cancellare i dati a distanza

  • Come potete vedere qui si parla fondamentalmente del rapporto tra l’utente, Google ed il suo paio di Google Glass, ma non si dice nulla a riguardo di come l’utente userà il Google Glass e di quale sarà la politica della corporation in materia di violazione della privacy di terze parti.

    D’altro canto neppure le richieste e le perplessità della commissione toccavano questi punti. Questo però non impedisce a Joe Barton, congressman texano ed autore della lettera originaria, di lamentarsi di un tentativo di Google di evitare risposte adeguate.

    Posso comprendere la sensazione - Per spiegarsi la Molinari ha allegato anche il solito video di presentazione pubblico sui Google Glass, quasi stesse parlando con una scolaresca. Dubito che la risposta che verrà comunicata ai nostri ufficiali sarà in alcun modo migliore.

    Via | Marketing Land

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