Facebook sviluppa un social reader di notizie stile Flipboard

Forse non sarà mai un software a sè, ma il "Reader" di Facebook è importante per l'azienda, visto che coinvolge anche il CEO Zuckerberg. Ci sono nuove funzioni di lettura news in ambito social all'orizzonte per il network?

Facebook lavora alacremente a potenziare la propria presenza nella galassia mobile, un mercato che pian piano è destinato ad inglobare quasi del tutto il traffico online. Un servizio di lettura news sociale è un’ottima conquista.

Simil-flipboard per catturare più utenti



Avevamo già parlato di un news reader e pensavamo che il 20 sarebbe stato presentato

- ma alla fine l’unica cosa che ha fatto la propria comparsa è stato il nuovo servizio video di Instagram.

Facebook, tuttavia, sta davvero lavorando ad un servizio per la lettura delle news, ovviamente in ambito social e sulle piattaforme mobile, un progetto il cui sviluppo dura da oltre un anno.

Non si può dire che sia un concetto del tutto originale, però, ed inoltre da quello che si è potuto vedere la futura applicazione sembra avere delle somiglianze estremamente marcate con Flipboard, un software molto popolare in questo ambito.

Il nome scelto per il progetto è per ora molto semplice: “Reader”.

Non sappiamo ancora se verrà creata sotto forma di app stand-alone (improbabile) oppure se si tratterà di una funzione integrata a qualcosa di esistente. Di sicuro consentirà di aggregare news da varie fonti, non ultimi i nostri amici. Sarà un modo per far usare di più la piattaforma di Facebook, rendendola progressivamente più appetibile per la pubblicità.

Zuckerbegr ha le mani nel progetto



Secondo il Wall Street Journal

, che dice di avere informazioni di prima mano su Reader, lo stesso Mark Zuckerberg sarebbe tanto interessato al software da essere coinvolto nel processo decisionale.

La corporation per ora non ha emesso nessun comunicato ufficiale a riguardo di Reader, ma è abbastanza ovvio che Facebook punti parecchio su questo mercato, l’unico che può indurre le borse a riconsiderare il valore del suo titolo, che oggi è del 35% al di sotto del valore dell’IPO.

Anche i colleghi di Blogosfere hanno approfondito l'argomento, vi invito a dare una letta.

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