Scandalo Wi-Fi di Street View, nel Regno Unito ultimatum a Google per la cancellazione dei dati

Google ha 35 giorni di tempo per cancellare i dati di payload Wi-Fi raccolti con le auto di Street View. Lo ha stabilito l'Information Commissioner Office nel Regno Unito.

Street View

Dal 2010 saranno pure passati 3 anni, ma di tanto in tanto lo scandalo Wi-Fi di Street View torna a essere l'argomento del giorno. Lo fa principalmente a causa delle ripercussioni che ancora oggi Google si trova ad affrontare sul piano legale, in base ai provvedimenti che i vari Governi hanno preso nel corso del tempo. In alcuni casi sono arrivate multe salate, ma ora dal Regno Unito arriva un vero e proprio ultimatum.

L'Information Commissioner Office britannico ha infatti imposto all'azienda di Mountain View di completare la cancellazione di tutti i dati raccolti accidentalmente (secondo la tesi di Google) entro 35 giorni, con la minaccia di avviare un procedimento penale nel caso in cui l'ingiunzione non dovesse essere rispettata. Il provvedimento drastico arriva dopo la riapertura dell'indagine da parte dell'ICO, che nel corso del 2012 ha scoperto la presenza di alcuni dischi di backup di Google ancora in "vita", dopo aver già imposto alla società la cancellazione di tutti i dati raccolti nel 2010.

Le parole dell'ICO

"L'ingiunzione di oggi rafforza l'azione già intrapresa dal nostro ufficio, formalizzando una richiesta legale a Google di cancellare i dati di payload identificati durante l'anno scorso entro i prossimi 35 giorni, informando l'ICO in caso di scoperta di ulteriori dischi. Il mancato rispetto all'ingiunzione sarà considerato un oltraggio alla corte, considerato un reato penale."

A differenza di quanto avvenuto negli Stati Uniti, però, l'ICO conferma di non voler multare Google:

"Il danno causati ai singoli da tale violazione non soddisfa il livello di gravità richiesto per emettere una pena pecuniaria."

Pur definendo quanto avvenuto nel 2010 una conseguenza di "carenze procedurali e grave mancanza di controllo", l'ICO ha accolto la difesa di Google, secondo cui la raccolta dei dati non sarebbe partita da un'ordine dall'alto.

Le parole di Google


Anche Google ha commentato la notizia, attraverso queste parole:

"Lavoriamo duramente per gestire bene la privacy in Google. In questo caso però, non l'abbiamo fatto, ed è per questo che abbiamo inasprito rapidamente i nostri sistemi per sistemare il problema. I capi di progetto non hanno mai voluto questi dati, non li hanno mai usati né consultati. Abbiamo collaborato pienamente con l'ICO."

Appuntamento a fine luglio, per sapere se Google avrà rispettato le richieste.

Via | Bbc.co.uk

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