Adobe Photoshop Creative Cloud è stato già piratato

Non hanno neppure fatto in tempo a stappare le bottiglie di Champagne a casa Adobe che una parte del loro piano per cambiare il mercato di Photoshop è già andata in fumo: la suite Adobe Creative Cloud è stata piratata e sono bastati pochi giorni.

I pirati informatici non sono minimamente intimiditi dalla politica inaugurata dal nuovo corso di Adobe, quella del canone mensile e dell’aggiornamento costante via web: nonostante il superiore livello di controllo del prodotto, Adobe Creative Cloud è già stato crackato.

Poche ore di libertà dai pirati



Adobe non ha citato i pirati tra le motivazioni che l’hanno indotta a creare un nuovo modello commerciale per distribuire il proprio software, ma era a tutti evidente che il livello di pirateria a cui la costosissima Creative Suite era sottoposta era decisamente elevato.

Che Adobe lo voglia o no, sono davvero innumerevoli le persone che ritengono fin troppo normale conservare una copia di Photoshop sul proprio hard drive, una realtà che dà molto fastidio ad un’azienda che non ama molto i clienti non professionali, figurarsi quelli che rubano la suite solo perché possono.

La prima copia di Adobe Photoshop Creative Cloud è comparsa sui torrent a ventiquattro ore circa dal rilascio ufficiale ai clienti “regolari”. Si direbbe una copia funzionante e genuina, che resta costantemente offline e quindi non dovrebbe essere neppure soggetta ai collegamenti di controllo mensili che la copia ufficiale richiede obbligatoriamente.

Al momento attuale non esistono grandi differenze tra l’ultima versione di Photoshop acquistabile con licenza e quella nuova soggetta a distribuzione tramite cloud. C’è qualche funzione in più come un nuovo tool “deblur”, ed è inclusa in questa versione pirata, uploadata da un utente cinese.

Cosa succederà adesso?


Adobe è stata piuttosto ingenua a pensare che il semplice collegamento semi-costante delle versioni al server con aggiornamento via web sconfiggesse la pirateria, se mai l’ha pensato.

Chiaramente questa versione pirata non può essere updatata via web, e resterà indietro più rapidamente rispetto alle versioni CS, soggette a cicli di update annuale. È anche abbastanza ovvio che i pirati lavoreranno semplicemente più in fretta, mentre Adobe cercherà altri metodi nuovi per arrestare la loro opera.

Via | The Verge

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