Seconda prova maturità 2013, versione ufficiale e di latino di Quintiliano e traduzione

Siamo giunti al secondo giorno di prove per i maturandi del 2013, giorno che prevede la prova di traduzione di un testo dal latino per il liceo classico.

La seconda prova 2013, latino, matematica, lingua straniera, pedagogia

Dopo una prima prova bocciata dagli studenti italiani, arriva il momento della seconda prova che riguarda un argomento specifico per ogni indirizzo di studio. La versione di latino dell'esame di maturità 2013 sarà il secondo ostacolo contro il quale gli studenti del liceo classico si scontreranno quest'anno per ben 4 ore, aiutati solo da un vocabolario. Secondo gli studenti del liceo classico, in base a sondaggi svolti sul web, gli autori più probabili erano Cicerone, Quintiliano e Livio. Escluso invece Seneca, già tradotto per ben tre volte da quando è entrata in vigore l'attuale Esame di Stato. A pochi minuti dall'apertura del plico con le tracce qualcuno parla anche di Plinio il Vecchio, per poi passare con molta convinzione a "Omero, maestro di eloquenza" di Quintiliano, che sembra essere la versione definitiva.

Esame Di Stato Di Liceo Classico

La versione di latino, "Omero, maestro di eloquenza" di Quintiliano

La seconda prova 2013, latino, matematica, lingua straniera, pedagogia

Sed nunc genera ipsa lectionum, quae praecipue convenire intendentibus ut oratores fiant existimem, persequor. 120 XLVI. 121 Igitur, ut Aratus ab Iove incipiendum putat, ita nos rite coepturi ab Homero videmur. 122 Hic enim, quem ad modum ex Oceano dicit ipse amnium fontiumque cursus initium capere, omnibus eloquentiae partibus exemplum et ortum dedit. 123 hunc nemo in magnis rebus sublimitate, in parvis proprietate superaverit. 124 Idem laetus ac pressus, iucundus et gravis, tum copia tum brevitate mirabilis, nec poetica modo sed oratoria virtute eminentissimus. 125 XLVII. 126 Nam ut de laudibus exhortationibus consolationibus taceam, nonne vel nonus liber, quo missa ad Achillem legatio continetur, vel in primo inter duces illa contentio vel dictae in secundo sententiae omnis litium atque consiliorum explicant artes? XLVIII. 127 Adfectus quidem vel illos mites vel hos concitatos nemo erit tam indoctus qui non in sua potestate hunc auctorem habuisse fateatur. 128 Age vero, non utriusque operis ingressu in paucissimis versibus legem prohoemiorum non dico servavit, sed constituit? Nam et benivolum auditorem invocatione dearum quas praesidere vatibus creditum est et intentum proposita rerum magnitudine et docilem summa celeriter comprensa facit. 129 XLIX. 130 Narrare vero quis brevius quam qui mortem nuntiat Patrocli, quis significantius potest quam qui curetum Aetolorumque proelium exponit?

Lo svolgimento della versione di latino

Vi proponiamo una traduzione del testo di Quintiliano citato:

Ma adesso voglio parlare proprio di quei generi letterari che ritengo di massima utilità a coloro che hanno intenzione di diventare oratori.

46. Ragion per cui, come Arato creda che si debba cominciare da Giove, così a noi sembra che la cosa migliore sia cominciare da Omero. Ci ha dato infatti un modello,1 punto di partenza per tutte le parti dell'eloquenza, proprio come Omero stesso dice dall'Oceano ha inizio il corso dei fiumi e delle sorgenti. Nessuno potrebbe superare Omero per sublimità negli argomenti di grande importanza e per proprietà in quelli di minore importanza: è ricco e conciso, ma è serio, degne di ammirazione per l'abbondanza per la concisione, supera tutti non solo per le sue capacità poetiche, ma anche per il suo vigore oratorio.

47. Per non parlare della sua eloquenza, che mostra nelle lodi, nelle esortazioni e nelle consolazioni, o del nono libro che contiene l'ambasceria ad Achille, o del primo che descrive il litigio fra i capi, o dei discorsi pronunciati dai consiglieri nel secondo, che mostrano tutte le regole del mestiere da seguire nell'oratoria forense o deliberativa?

48. Non ci sarà certo nessuno così ignorante da non ammettere che un simile autore aveva nelle sue corde tanto i sentimenti moderati quanto quelli trascinanti. E non è forse vero - andiamo! - che all'inizio di entrambi i poemi, in pochissimi versi, ha, non dico rispettato, ma addirittura creato la legge dei proemi? Egli raggiunge infatti questi risultati: dispone favorevolmente il lettore con l'invocazione alle dee che, come era credenza diffusa, proteggevano i poeti; stimola il suo interesse mettendo gli davanti l'importanza degli argomenti; gli chiarisce la storia facendo una rapida sintesi degli avvenimenti principali.

49. Chi potrebbe raccontare più sinteticamente di Omero la morte di Patroclo? chi potrebbe narrare in modo più espressiva di grasso di lui la battaglia tra i Cureti e gli Etoli?

Foto | Skuola.net

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