Il data-center in un container di Google

GooglePlex - Tecno-apocalisseRobert X Cringely unisce alcuni puntini con la sua penna e il disegno che ne viene fuori rappresenta una visione affascinante ed inquietante su Google. [Warning: seguono congetture e voli di fantasia].

Si inizia con le grandi quantità di connessioni su fibra che Google sta acquistando in tutto il mondo e si aggiunge la competenza accumulata da Google nel deployment di nuovi server e data-center. Si "estremizza" la seconda, e si ottiene il container parcheggiato in un area segreta sotto il campus di Mountain View. Un data-center in miniatura, che secondo Cringely contiene un numero pazzesco di mini-server basati su processori AMD Opteron (circa 5.000), con un totale di 3,5 petabytes di memoria su disco.

C'è bisogno di più capacità di processing ? Più memoria ? Basta caricare su un camion uno di questi cuccioli, portarlo in un punto in cui ci sia una connessione in fibra seria e un allacciamento elettrico serio (preferibilmente un peering point). Et voilà: instant data-center.

E qui cominciano i problemi per i concorrenti Web 2.0 presenti e futuri: come si fa a competere con qualcuno che può disporre di ordini di grandezza in più di potenza di calcolo ed è capace di piazzarla vicino agli utenti in poche ore (o giorni) ?

Se tutto va bene, Google potrà offrire nuovi servizi web gratuiti, che fino ad ora si potevano solo immaginare. Se tutto va male, prima Google dominerà Internet come Microsoft non è mai riuscita a fare nel software, poi arriverà la singularity, il GooglePlex acquisterà coscienza ... tecno-illuminazione (o tecno-apocalisse) ... ma questo è materiale da scrittori di fantascienza. Per ora.

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