Netiquette 2.0: LinkedIn e Social News

Tamar WeinbergTorna una nuova puntata della guida di Tamar Weinberg (qui il primo episodio), per seguire alcuni aspetti di LinkedIn e delle cosiddette Social News, cioè tutte quelle notizie di cui si ha evidenza "frequentando" i Social Bookmark.

LinkedIn, per chi non dovesse conoscerlo, è un sito di Social Networking a tutti gli effetti, orientato al mondo del lavoro, in cui è possibile intrecciare relazioni che, nel prosieguo della propria attività, potrebbero tornare utili per reperire specifiche qualifiche professionali, per proporne (ovvero "raccomandarne", in senso anglosassone e non italiano!) alcune e, non ultimo, per mettersi "sul mercato" internazionale alla ricerca di un impiego.

Nella sua guida, a proposito di LinkedIn Tamar fa notare tre comportamenti che ritiene biasimevoli:


  • il rastrellare tutti gli indirizzi email degli utenti ai quali si è connessi (o addirittura tutti quelli dei Group Manager ) ed utilizzarli per promuovere la propria azienda o i propri servizi. In una particolare circostanza Tamar gestisce alcuni gruppi su LinkedIn, dunque il suo indirizzo email è più visibile di quanto ella stessa vorrebbe. Pur non avendo alcuna connessione con la persona che la bersaglia di spam, quest'ultima si prende la libertà di usare l'indirizzo email di Tamar a suo proprio vantaggio, senza alcuna richiesta. Probabilmente quella persona ha dimenticato che LinkedIn è un network di professionisti e non un mezzo per inviare spam. Ai destinatari, tuttavia, è comunque richiesto un "opt-in" per ricevere messaggi

  • il chiedere presentazioni a persone mai conosciute o che non hanno svolto un buon lavoro per l'impiego che gli è stato fornito

  • lo scrivere una buona presentazione (la "raccomandazione" tipica di LinkedIn, sempre nel senso anglosassone) per qualcuno e licenziare quella persona appena qualche giorno dopo

Del resto, trattandosi di un network ad uso squisitamente professionale, va da sé che astenersi dal comportamenti di bassa lega, inopportuni anche sulla più "social" delle reti per uso personale ma men che meno da impiegarsi su LinkedIn, sia regola principe. Il non applicarla dequalifica fortemente il network ma soprattutto sé stessi: l'ultimo degli obbiettivi che si dovrebbe porre chi lo impiega.

Parlando di Social Bookmark, Tamar Weinberg individua e delinea anche qui alcuni atteggiamenti davvero controproducenti, cioè:


  • inviare solo i propri articoli o post a tali siti

  • pietire "voti" per i propri articoli e non darne mai ad altri: le news sociali sono relazioni reciproche. Anche se coloro a cui si chiedono i "voti" non li chiederanno mai in cambio, un Instant Message che reciti "Segnami questo post su Digg/Diggita/OkNotizie o quel-che-sia" invece di un "Ehi, come va?" seguito da una vera conversazione, è davvero inurbano e scortese

  • proporre insistentemente lo stesso articolo o post ai propri "amici". Si potrebbe tranquillamente definirlo spam. Se lo facessero a voi, come minimo tagliereste il "rapporto digitale" d'amicizia con chi disturba, no?

  • inviare ad un sito di Social Bookmarking un post o un articolo completamente OT (Off Topic, fuori argomento). E' importante capire la community a cui ci si rivolge e le regole del sito con cui si ha a che fare. Inutile inviare il vostro post sui numeri di telefono delle personalità su un sito che normalmente si occupa di notizie finanziarie. E quando qualcuno, nella fattispecie un moderatore, dovesse farvelo notare, non contestate, perché è vero: siete fuori argomento

  • utilizzare i campi per i commenti per inserire link, specialmente se relativi a cose scritte o accadute dopo il fatto di cui si parla. Occorre anche ricordare che i commenti e le introduzioni sono pubbliche ed è meglio evitare circostanze di "ripicca", come alcune in cui chi è stato criticato nell'introduzione si è vendicato con ulteriori post di critica al criticante, dimenticando che l'originaria critica non era sulla persona ma sul contenuto. Mai, dunque, prendere una critica come necessariamente personale. Semplicemente, a qualcuno può non esser piaciuto ciò che avete scritto: traetene occasione per crescere e non trasformate una critica in un fatto personale, quando sia evidente che non lo è

Seguendo queste semplici indicazioni, quindi, si potrà trarre e dare il meglio dai/ai siti di Social Bookmarking, facendo oltre tutto in modo che si mantengano utili per l'intera community che li frequenta, oltre che per sé stessi.

Nella prossima "puntata" esamineremo il punto di vista di Tamar Weinberg su tre siti "social" molto conosciuti: FriendFeed, StumbleUpon e YouTube. YouTube a parte, in Italia i primi due sono forse meno conosciuti e usati, ma hanno dinamiche molto simili ad altri: usarli bene è il più bel regalo che si possa fare loro (o a quelli loro simili) e alle community che li impiegano.

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