I motori di ricerca possono indurre la cybercondria

I motori di ricerca possono indurre la cybercondriaMolti usano Internet per avere informazioni, tanto da considerare la rete come unica fonte di documentazione, anche nel caso di problemi medici. Un recente studio effettuato da Microsoft fa il punto su un particolare comportamento chiamato cybercondria.

I risultati dello studio riguardano proprio il modo di comportarsi degli utenti che effettuano ricerche sul Web, in particolar modo di questioni mediche. Arrivando alla conclusione che l'auto-diagnosi da parte dei motori di ricerca spesso conduce gli utenti a credere di avere malattie ben più gravi del reale.

Lo studio, però, è stato condotto cercando di trovare una soluzione al problema dell'intelligenza artificiale nei motori di ricerca. Molti utenti, infatti, usano i motori di ricerca come se fossero persone, con il rischio di arrivare a conclusioni sbagliate, come nel caso della cybercondria. I laboratori Microsoft, invece, sperano di migliorare l'efficienza dei motori di ricerca rendendoli più umani.

Nel caso della cybercondria, infatti, non è raro che, cercando su Internet con parole chiave come "mal di testa" o "dolori al petto", un utente possa capitare su pagine relative al tumore al cervello o all'infarto, credendo di avere queste gravi patologie.

Non è un problema da ignorare, poichè almeno il 25% del campione testato è caduto nella "trappola" dei motori di ricerca, andando successivamente ad approfondire gli aspetti più gravi delle malattie.

I motori di ricerca, quindi, possono dare una visione distorta della realtà, o in un certo senso condizionarla negativamente. Migliorare il modo in cui gli utenti dialogano con i motori di ricerca e come questi mostrano i risultati, è uno obiettivo che le società che gestiscono i grandi motori (e quindi Google, Microsoft e Yahoo in prima linea) devono porsi.

Via | Nytimes.com

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