FriendFeed: Social Content Discovery


Bella presentazione di Bret Taylor, fondatore di FriendFeed ad Evento Blog 2008 di Siviglia, sabato scorso. Titolo: Social Content Discovery, un dietro le quinte degli algoritmi di FriendFeed, per fortuna in chiave non troppo tecnologica. Problema principale: l'accesso all'informazione nell'era dell'information overload, lo stato attuale che tutti viviamo di cronica mancanza di tempo rispetto alla mole di contenuti potenzialmente interessanti che non si riescono a vagliare. Interessante il parallelismo tra il famoso grafico elaborato da Yahoo (ad un 1% di publisher corrispondono un 5% di synthesizers e un 90% di viewers passivi) e il nuovo grafico di usage patterns di Friend Feed: 1% di persone che pubblicano, 90% di persone che condividono e 10% di lurkers, le persone che si limitano a sbirciare senza partecipare. Questo gruppo di utenti che condividono i propri dati genera, nel caso di un servizio come FriendFeed, circa un miliardo di elementi che fluiscono ogni giorno nei canali.

La maggior parte di questi elementi non è una novità che venga condivisa, ma prima si usava la mail mentre ora si passa molto di più dai servizi di pubblicazione del web 2.0. Interessante l'affermazione che il competitor maggiore del servizio in questione non è un altro servizio 2.0 ma la vecchia buona mail.

La differenza rispetto a prima è la personalizzazione, resa possibile dalla struttura dei social network che stanno dietro a FriendFeed: gli amici diventano il filtro perfetto. Un esempio di questo vantaggio per l'utente finale arriva dal paragone tra i commenti ad uno stesso video su YouTube e su FriendFeed: il rumore della massa e il predominio di chi alza la voce sul sito di video, una cerchia di amici che chiacchiera sul secondo: è il gruppo di amici che definisce l'ambito e permette conversazioni interessanti. Non solo, i contenuti così organizzati sono in grado di segnalarci loro stessi dei nuovi contatti interessanti da coltivare.

Bret Taylor ha poi passato in rassegna la costruzione dell'algoritmo complesso che definisce la rilevanza di questo miliardo quotidiano di elementi d'informazione sociale: vengono valutati l'argomento, la serendipity, la vicinanza sociale, il volume, l'ambito geografico, il rapporto tra personale e pubblico. Così ad esempio è più probabile che interessi l'aggiornamento di chi posta poco rispetto a quello di un contatto molto prolifico, che di una persona interessi un canale piuttosto che un altro, che interessi quello che in passato si è cliccato e commentato oppure che hanno cliccato e commentato amici affini (validazione sociale), mentre per i fatti di attualità con rilevanza globale si usa una logica svincolata dal social graph e si considera un fattore di notiziabilità esterno e oggettivo.

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