Dubai e il blocco della rete

Dubai e il blocco della reteIl problema della libertà di pensiero e di espressione su Internet è particolarmente sentito nel mondo occidentale. Per noi è relativamente facile utilizzare i mezzi che la rete ci offre per esprimere un nostro giudizio. O, semplicemente, per tenerci in contatto con i nostri amici e discutere con loro.

Ma ci sono paesi in cui Internet non è accessibile come per noi. In questi giorni ho avuto una fitta corrispondenza con un professore attualmente presente a Dubai. La sua testimonianza è stata utile per capire una realtà completamente diversa dalla nostra, in cui l'accesso alla rete è praticamente inesistente.

Programmi come Skype, Live Messenger, siti come Facebook, Flickr, Gmail, Meebo, praticamente la quasi totalità dei social network e degli instant messanging sono bloccati da un filtro che agisce a livello nazionale, così come le informazioni che arrivano dall'esterno. Tutto viene bloccato e quasi nulla può uscire dal paese.

La situazione di Dubai non è nuova, poichè le prime denunce riguardanti il blocco di Skype e altri siti risalgono al 2006. Ma è impressionante come dopo quasi due anni nulla sia cambiato.

L'accesso alla rete è possibile solo in alcune "isole occidentali" dove, dietro al pagamento di abbonamento giornalieri sull'ordine dei 20 €, è possibile collegarsi (e non è detto che anche in quel caso sia possibile navigare liberamente). Insomma, tutta una serie di servizi sono sì disponibili, ma dietro al pagamento di tasse e non certo per tutta la popolazione.

Una serie di contraddizioni, per un paese in costante crescita economica, dove si riuniscono grandi rappresentanti dell'economia mondiale, e dove, alla successione di numerosi parchi divertimenti e grattacieli, si contrappone un controllo dell'informazione e la totale mancanza di libertà su Internet

Foto | Flickr

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