Second Life per adesso è un fallimento

Second Life per adesso è un fallimento

Molte aziende stanno riducendo la loro presenza su Second Life, secondo uno studio recente, che ha analizzato la crisi del popolare (ma non più tanto) mondo virtuale. Con il successo che SL ha avuto negli anni passati, molte società hanno investito acquistando un'isola e creando aree sempre più interattive per attirare gli avatar.

Lo studio di Kim MacKenzie, è incentrato su 20 società internazionali, tra cui Intel, AOL e Coca Cola, che stanno svolgendo attività su SL. La conclusione della tesi di MacKenzie è che di queste 20 aziende solo una ha utilizzato un agente virtuale, mentre le restanti hanno chiuso le loro isole.

Secondo MacKenzie il mondo virtuale funziona in maniera molto diversa da Internet, e c'è bisogno di nuove figure per far funzionare questo sistema economico. Secondo MacKenzie, SL è una piattaforma ancora in evoluzione, e ha bisogno di qualche adattamento o un nuovo mercato controllato da parametri diversi rispetto a quello della pubblicità online sui motori di ricerca.

Ma si aspetta che, una volta trovato il meccanismo giusto, SL potrebbe ritrovare il successo perduto. Per esempio l'Australia è stato uno dei paesi più attivi su SL, con l'azienda BigPond che ha registrato continue registrazioni sulle sue isole, perennemente occupate.

Insomma, per adesso SL non ha incontrato il successo sperato, e nonostante l'iniziale curiosità, sta attraversando un periodo di crisi.

Via | Australianit.news.com.au

Foto | Flickr

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