PRISM: Google contro la Foreign Intelligence Surveillance Court

Google vuole fornire maggiori dati sul programma PRISM della NSA: per farlo, invia una petizione alla Corte d'intelligence.

A distanza ormai di giorni dalla comparsa dei leak su PRISM che hanno svelato il programma di spionaggio della NSA, il caso è ben lontano dallo sgonfiarsi. Per difendere la propria reputazione e mantenere la fiducia dei propri clienti, le varie società coinvolte, tra le quali Apple, Facebook, Google e Microsoft, hanno chiesto e ottenuto la possibilità di diffondere i dati riguardanti le richieste di dati dalle autorità.

Ma tutto ciò a Google non basta: ritenendo le concessioni della Foreign Intelligence Surveillance Court (FISC) troppo limitative per i propri gusti, l'azienda di Mountain View ha inviato una lettera ufficiale alla Corte al fine di ottenere una maggiore libertà nei confronti del bavaglio imposto sull'argomento. Ne parla il Washington Post, dal quale si apprende che Google ha deciso di difendere i propri diritti sotto la protezione del Primo Emendamento, che difende la libertà di parola e di stampa.

Il commento di Google

"Abbiamo premuto a lungo per la trasparenza, per permettere agli utenti di capire l'entità delle richieste del governo sui loro dati - e Google è stata la prima società a pubblicare i numeri delle National Security Letter. A ogni modo, è necessario un più grande livello di trasparenza, e in base a questo abbiamo inviato una petizione alla FISC per permetterci di pubblicare i numeri totali delle richieste della national security, comprese le richieste FISA, separatamente. Ammassare le richieste della national security con richieste per altri crimini - come permesso ad altre società - sarebbe un passo indietro per i nostri utenti."

Questo quanto espresso da un portavoce di Google, che proprio perché davanti a un bavaglio gioca con le parole nella stessa petizione:

"Nulla in questo documento è destinato a confermare o smentire che Google abbia ricevuto ordini da parte della Corte."

Il supporto della American Civil Liberties Union


Di fronte alla petizione di Google, ha reagito positivamente la ACLU, secondo cui "il pubblico ha diritto di sapere di più sui programmi di sorveglianza a rastrellamento del governo". Anche da parte dell'unione che si occupa dei diritti civili, l'esigenza primaria sarebbe quella di dividere le richieste della national security da quelle riguardanti crimini "normali".

Il documento


I più curiosi possono dare un'occhiata al documento inviato da Google alla FISC:

Google FISA Motion

Via | Forbes.com

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