Adobe Creative Cloud, rilasciata la nuova e criticata suite online per la grafica ed il fotoritocco

Dopo averci "deliziato" per anni con cicli di update costosissimi ed annuali, Adobe prova con il cloud: una versione costantemente aggiornata di Photoshop pagata con un canone vi attira?

Adobe volta completamente pagina, ed inaugura la sua nuova offerta di supporto basata sul cloud. Non si tratta di una nuova Creative Suite, bensì dell'Adobe Creative Cloud, che non cambia soltanto il metodo di “consegna” dei programmi, ma anche quello di pagamento.

Cosa cambierà a livello di feature ed interfaccia



Prima di gettarci ad analizzare la controversa natura di questo update, vediamo da vicino la Adobe Creative Cloud e come modificherà l’esperienza d’uso a cui gli utenti sono ormai più che abituati - ed invero, da cui dipendono molto spesso per vivere e mangiare.

Non ci saranno rivoluzioni copernicane, l’Adobe Photoshop pagato con il nuovo metodo sarà suppergiù lo stesso degli ultimi 23 anni, almeno come filosofia della GUI. Ci saranno tuttavia centinaia di nuove feature più o meno importanti, disseminate su tutti i prodotti.

Sarà anche introdotta una app per gestire gli upgrade. Ovviamente non si pagherà nulla di più per un update/upgrade, ma si sarà costretti a passare alla nuova versione dopo un anno, semplificando la vita ad Adobe. L’app gestirà anche il sync dei setting, se si passa ad un nuovo PC non occorrerà risistemare nulla.

Il nuovo ciclo di update inizia oggi, gli utenti educational ed enterprise potranno invece iniziare il 21.

Addio ciclo di update annuale



Molti graphic designer e fotografi erano rassegnati a fare una grossa spesa iniziale e rimanere appiccicati per lunghi anni alla versione della Creative Suite acquistata. Ora invece l'idea di Adobe è di fornire tutti i propri software creativi in un pacchetto, e di chiedere un canone mensile. Niente più licenze per nessuno.

La software house ha annunciato di voler abbandonare del tutto il vecchio schema, dedicandosi a tempo pieno a questo metodo di aggiornamento più moderno, che tuttavia non ha mancato di suscitare polemiche: a nessuno piace l’idea di pagare un mutuo che non si estingue e di non possedere mai veramente il proprio software.

Ci sono tre possibilità di pagamento:

  • Tutti coloro che hanno una copia di Adobe Creative Suite CS3 o superiore pagheranno $30 al mese per il primo anno

  • Gli utenti che desiderano l’accesso completo ma non hanno una copia di CS pagheranno $50 al mese

  • Si può acquistare l’accesso ad una singola app per $20 al mese


  • Una scelta controversa



    La strada fino a qui è stata piuttosto movimentata per Adobe, che alla presentazione di questo nuovo piano commerciale è stata subito colpita da una pioggia di polemiche, che è culminata in una petizione da 32.000 firme contro l’iniziativa.

    L’idea sulla carta non è malvagia, ma se consideriamo che il cliente tipico di Adobe è un freelancer con poche sicurezze per il futuro, che talvolta lavora troppo e talvolta invece resta a bocca asciutta per mesi, ci si rende conto che l’idea di affidare la propria vita professionale ad un servizio erogato che dipende da un secondo canone (quello di Internet) è molto preoccupante e rischiosa.

    Cosa succede quando non si ha più denaro per pagare Adobe? Il risultato è quello di non poter più lavorare, come se un fabbro si ritrovasse senza martello.

    La strategia di Adobe, comunque, è sempre stata quella di interessarsi solo delle persone che potevano essere una fonte di guadagno continua, fregandosene degli altri. Il vecchio metodo era quello di far pagare un prezzo salato per la CS, questo invece è la versione più raffinata e moderna dello stesso piano. In definitiva se non siete dei professionisti affidabili, per Adobe non siete neppure dei clienti.

    Via | Macworld

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