Google, un database per sradicare il commercio di immagini di minori da Internet

Google vuole creare un database delle immagini di abusi minorili e lo condividerà con tutti i suoi concorrenti. Lo scopo è di impedire la loro propagazione.

Google ribadisce il proprio impegno nella lotta contro il commercio di immagini di minori, uno sforzo richiesto da più parti. Fino ad oggi, infatti, la politica di mezzo mondo ha giudicato insufficienti le misure adottate dalle corporation che controllano il flusso di dati sulla Grande Rete.

Un database delle immagini



Il problema fondamentale è quello di “inseguire” le immagini attorno alle quali ruota questo commercio ripugnante. La carenza di standard globali ha finora reso difficile flaggarle ed ancora più complesso isolarle e rimuoverle con precisione.

Il nuovo database che Google sta studiando sarà online entro dodici mesi, e identificherà le foto che sono state già marchiate da un flag da organizzazioni che lottano contro gli abusi come la Internet Watch Foundation. Quando saranno così registrate (soggette ad “hash” come dicono gli esperti), diventeranno estremamente difficili da condividere, e verranno bloccate sui server e segnalate alle autorità. ISP e search engine potranno trovarle ovunque, quindi, e non ci saranno scuse per non agire.

Uno degli scopi del nuovo algoritmo per identificare le foto è anche quello di preservare gli operativi sul campo dall’eccessiva esposizione alle immagini in questione. Se la foto viene taggata, i computer saranno in grado di riconoscerla da soli senza che un umano sia costretto ad osservarla di nuovo, preservando il suo equilibrio psicologico.

Un fondo per collaborare



Google ha anche messo a disposizione un fondo che erogherà 2 milioni di dollari agli sviluppatori impegnati a produrre tool per combattere il commercio di immagini di abusi a minori.

Google non è nuovo a questi sforzi, e sovvenziona da anni le organizzazioni che lottano per la difesa dei minori online. L’algoritmo per l’hash delle foto ed il database sono in sviluppo sin dal 2008, ma quest’anno gli sforzi in merito sono aumentati sensibilmente, anche perché la pressione politica sulla faccenda sta diventando estremamente intensa.

Via | Telegraph

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