PRISM, commissione EU dice che le corporation hi-tech potrebbero essere denunciate

La Commissione Europea di Giustizia vuole un rapporto preciso sulle violazioni che hanno coinvolto i cittadini dell'Unione. La Cina non ha neppure avuto il coraggio di replicare. Il caso PRISM potrebbe rivelarsi lo scandalo di intelligence del secolo.

Lo scandalo PRISM causa grande imbarazzo agli Stati Uniti ma potrebbe essere responsabile di danni veri alle corporation tecnologiche che hanno ceduto dati. Nonostante i tentativi di dissociarsi di questi giorni, la Commissione Europea per la giustizia parla di possibili procedimenti legali, mentre la Cina (con invidiabile faccia tosta) inizia a sentirsi oltraggiata.

Commissione Europea: si deve indagare

“[Le operazioni di intelligence americane] potrebbero avere gravi conseguenze negative per i diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione Europea”

Così ha scritto il membro della commissione giustizia del Parlamento Europeo Viviane Reding all’Attorney General degli Stati Uniti. Secondo i numerosi leak degli ultimi giorni, infatti, sembra che alcune importantissime corporation che lavorano nel campo dell’informatica, dei social media ed in generale dell’hi-tech hanno condiviso dati privati e personali dei propri utenti con la NSA, il controspionaggio statunitense.

Secondo i documenti pubblicati dalla stampa di tutto il mondo, la NSA può ordinare a colossi multinazionali di trasferire loro l’accesso a mail private, chat, immagini, file, video ed altri dati. Questo vale anche per gli utenti non americani di servizi come Facebook, Twitter, e le galassie di servizi Microsoft e Google.

Questa attività, come la Reding ha giustamente puntualizzato, è completamente illegale secondo le leggi europee. Per il momento, però, nessun caso che coinvolga un cittadino dell’Unione è stato reso pubblico. Se così fosse, comunque, sarebbe davvero difficile per l’NSA giustificare l’operazione senza causare un procedimento di tipo legale internazionale.

La Cina non sa neppure come reagire

Dal canto loro i cinesi si sentono sicuramente imbarazzati. Colti in fallo più e più volte, avrebbero un’ottimo argomento per rispedire al mittente tutte le accuse di hacking e spionaggio che il governo Obama ha rivolto loro. Allo stesso tempo, però, devono anche digerire il colpo: per ogni atto di spionaggio che hanno portato a termine con successo, potenzialmente gli americani ne hanno fatti centinaia.

Tutte le big dell’informatica parlano di casi di trasferimento informazioni molto limitati, ma siccome tutto è ancora un segreto, è difficile dire quanto le corporation stiano effettivamente cercando di ammorbidire il colpo. Gran parte di Internet si basa su idee commerciali americane ed infrastrutture americane, anche quella parte che usa la Repubblica Popolare Cinese.

Via | BBC

  • shares
  • Mail