Anonymous, cortecostituzionale.it Tango Down per la sentenza Cucchi

Anonymous abbatte temporaneamente il sito della Corte Costituzionale per protestare contro la sentenza emessa nel processo per la morte di Stefano Cucchi

Anonymous segnala con una lettera alla stampa la sua ultima “impresa”, ovverosia l’abbattimento del sito della Corte Costituzionale con relativo defacing.

Cortecostituzionale.it Tango Down

Nonostante le operazioni di polizia che hanno visto l’arresto di alcune figure di spicco della scena italiana di Anonymous era comunque prevedibile che le azioni di hacktivismo non conoscessero alcun rallentamento. Sebbene il collettivo Anonymous non sia organizzato né invero capace di mantenere a lungo la propria attenzione, non mancheranno mai individui interessati ad agire e dimostrare.

Dimostrazioni, peraltro, tutt’altro che pacifiche. In questo caso il sito della Corte Costituzionale è stato fatto cadere offline e reso inaccessibile durante la giornata dell’8 giugno, e poi di nuovo ieri, durante il pomeriggio. Anche in questo momento il sito è difficile da raggiungere, dove non proprio impossibile, quindi deduciamo che l'attacco sia ancora in atto.

Al momento mi è difficile capire se il sito bersaglio abbia o meno subito anche un defacing, per quanto le immagini diffuse nel comunicato ufficiale sul blog di Anonymous Italia così farebbero supporre. Il comunicato diffuso parla di un attacco motivato dallo sdegno nei confronti della sentenzache ha visto assolvere i poliziotti e gli infermieri coinvolti nella morte di Stefano Cucchi.

Non sono mancati neppure richiami all’arresto degli hacktivisti avvenuto il mese scorso e bollato dalla Procura di Roma come un’azione contro dei “criminali comuni”, che si facevano scudo dell’ideologia e dei simboli di Anonymous come copertura per atti di teppismo informatico.

Il comunicato

La dialettica del portavoce di Anonymous che ha composto il comunicato ufficiale è ricca di rabbia e rancore:

Urliamo anche il nostro sdegno per la sentenza Cucchi: un verdetto indegno, frutto di una guerra che parteggia per lo Stato e i suoi apparati repressori. Stefano è morto di tortura, di omertà, è morto di ferocia, è morto d’oblio: quello che appartiene a chi dimentica e infanga la verità.
Le lacrime di Ilaria Cucchi sono anche le nostre. Ci stringiamo a lei e a tutti i familiari delle vittime dello Stato.

Come sempre, Anonymous ribadisce di essere intenzionato a continuare la sua battaglia con le autorità, considerate irrimediabilmente corrotte e contorte, nemiche della cittadinanza.

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