Google sarà bloccato in Pakistan se non "pulisce" YouTube

Il Pakistan minaccia di bandire Google, se non farà qualcosa per rimuovere il materiale “provocatorio e blasfemo” da YouTube.

Non c’è pace tra Google ed i paesi in cui vige una religione di stato. Sono passati ormai nove lunghi mesi da quando il Pakistan ha oscurato YouTube, reo di aver diffuso il corto “The Innocence of Muslims”, un filmato che gli islamici ritengono profondamente blasfemo e che getta fango sulla figura del profeta Maometto. Ma al nuovo ministro delle telecomunicazioni non basta.

I negoziati si sono arenati

Si chiama Anusha Rahman Khan, ed è di fresca nomina: questo nuovo ministro intende purificare internet dalle influenze blasfeme, a partire da Google, una corporation che notoriamente è piuttosto restia nell’ottemperare alle richieste di regimi e governi autoritari.

“Se si ostinano pertinacemente a mantenere la loro posizione, possiamo bloccare Google in Pakistan, siccome ci sono molte altre alternative come motore di ricerca sulla rete”.

Khan inizia il proprio mandato senza timore di apparire molto aggressiva e intransigente, cercando di dimostrare forza, insomma. Google dal canto suo risponde di avere le mani legate, e che il tempo necessario per prendere accordi con i creatori di contenuti legali ed esplorare tutti i risvolti delle leggi locali richiede molto tempo.

Google offre già contenuti su misura a 49 paesi che non tollerano le politiche generali di Google, trovandole incompatibili con la legge locale. Google insomma non vuole trovarsi a trasmettere contenuti illegali di qualsiasi tipo in nessuna parte del mondo, ma allo stesso tempo si rifiuta di agire affrettatamente solo perché un politico, specie uno di forte ispirazione religiosa ed autoritaria, fa la voce grossa.

Via | CNet

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