Tim Berners-Lee: da PRISM e NSA intrusione nei diritti umani più basilari

Il "padre del Web" Tim Berners-Lee interviene a proposito del programma PRISM, criticando la NSA: ecco le sue parole.

Conosciuto come uno dei creatori del World Wide Web e della sua filosofia aperta e senza barriere, Tim Berners-Lee non poteva rimanere in silenzio dopo lo scandalo legato a PRISM. Interpellato dal Financial Times (dietro paywall), Berners-Lee ha criticato così l'agenzia NSA americana:

"La sorveglianza del governo senza garanzie è un'intrusione nei diritti umani più basilari che minaccia le fondamenta di una società democratica. [...] Nel corso degli ultimi 2 decenni, il web è diventato parte integrante delle nostre vite. Una traccia di come lo usiamo può rivelare cose molto intime e personali. Un magazzino di queste informazioni per ogni persona costituisce una grande responsabilità: di chi ti fideresti per decidere a chi dare accesso, o per mantenerlo sicuro?"

Non solo un problema legato ai diritti umani quindi, ma anche un qualcosa in grado di minare la fiducia nelle persone in Internet limitandone, aggiungiamo, le capacità di sviluppo attraverso le funzionalità che la rete dimostra di poter acquisire, anche se rosicchiando di un pizzico di privacy alla volta.

Per chi non dovesse sapere di cosa stiamo parlando, oltre al consiglio di tornare da Marte ricordiamo che PRISM è un segretissimo programma governativo, di controllo sociale ai fini di sicurezza nazionale: coinvolte nello scandalo anche società di grosso calibro come Apple, Facebook e Google. A rivelare il tutto è stato Edward Snowden, whistleblower attualmente rifugiatosi a Hong Kong.

Via | Mashable.com

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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