Viber bloccato in Arabia Saudita, tra poco anche Skype e WhatsApp

Viber, Skype e Whatsapp bloccati in Arabia Saudita? Il primo è stato già fatto fuori, ma anche i secondi sono davvero a rischio

ViberViber, Skype e Whatsapp non stanno vivendo un bel periodo in Arabia Saudita: per motivi di cui tutti siamo a conoscenza, la legge impone che le agenzie governative possano accedere ai server che monitorano continuamente tutte le attività degli iscritti; peccato che né i responsabili di Viber né il team dietro a Skype e WhatsApp abbiano voluto cedere ai ricatti, non senza andare incontro a dure e incontestabili azioni di censura: il primo servizio, per esempio, è stato ufficialmente bloccato proprio perché viola "la normativa vigente".

I secondi due continuano ad essere utilizzati nel territorio, ma pare quasi scontato che l'agenzia di comunicazioni darà tra poco la stessa notizia data agli utenti Viber (recentemente approdato su Personal Computer): secondo la stampa locale, lo scorso marzo Skype e WhatsApp sono stati già richiamati all'ordine dalle autorità, ma, non hanno ancora ricevuto una risposta concreta.

Chi ama fare dietrologia - e in questo caso, non sbagliando - vede dietro a tutto questo lo zampino degli operatori locali: i tre principali del paese - Saudi Telecom, Etihad Etisalat e Zain Saudi - avrebbero chiesto alla CITC di bloccare i servizi di messaggistica instantanea, perché con nove milioni di lavoratori stranieri, i quali utilizzano applicazioni web-based per comunicare con gli amici, gli affari stavano andando sempre peggio. Dietro a tutto, insomma, ci sarebbe la solita questione di soldi mista, ovviamente, a corruzione.

Via | Reuters

  • shares
  • Mail