Verizon ha fornito i dati di milioni di telefonate alla NSA

La NSA avrebbe ottenuto i dati riguardanti milioni di telefonate da parte di Verizon, uno dei più grandi gestori di telefonia americani.

La notizia è di quelle destinate a fare il botto: la National Security Agency (NSA) avrebbe ottenuto i dati riguardanti milioni di telefonate da Verizon, carrier americano tra i più grandi nel proprio settore. Lo riporta il Guardian, che ha ottenuto un documento segreto pubblicandone i contenuti. Nel dettaglio, l'ordine della Foreign Intelligence Surveillance Court avrebbe intimato a Verizon di fornire i metadati di tutte le chiamate all'interno degli Stati Uniti e verso l'estero, per quella che viene definita una base "continuata e giornaliera" durata almeno 3 mesi.

Nei dati inviati da Verizon alla NSA, i numeri di telefono dei due dispositivi impegnati nella conversazione, l'International Mobile Subscriber Identity (numero unico associato a tutti gli utenti di telefonia mobile), tempo e durata delle conversazioni. I metadati non includerebbero invece nomi e indirizzi dei possessori delle schede telefoniche, così come il contenuto della conversazione, vale a dire la "registrazione" vera e propria della chiamata, mentre nel materiale "potrebbero esserci indicazioni riguardanti le celle della rete mobile" con le quali la NSA sarebbe in grado di risalire al luogo della chiamata.

L'ordine della speciale corte, istituita nel 1978 tramite il Foreign Intelligence Surveillance Act, sarebbe stato trasmesso all'FBI lo scorso 25 aprile, permettendo al governo di raccogliere i dati fino al 19 luglio: il documento citato dal guardiano include solo Verizon, ma potrebbero esserci altri gestori di telefonia coinvolti dallo stesso tipo di richiesta da parte delle autorità americane.

La reazione dell'American Civil Liberties Union


Queste le parole di Jameel Jaffer:

"Da un punto di vista della libertà civile, questo programma non potrebbe essere più allarmante. È un programma in cui milioni di persone innocenti sono state messe sotto costante sorveglianza dagli agenti del governo. Sarebbe stata la stessa cosa se l'FBI avesse messo un agente fuori a ogni casa del Paese per registrare chi entra e chi esce."

Ammesso del resto che le informazioni inviate da Verizon non contengano dati riguardanti la posizione e i nomi dei chiamanti, i mezzi in possesso delle autorità americane possono sicuramente permettere d'incrociare dati provenienti da altri fonti d'intelligence, ottenendo così anche le informazioni non fornite direttamente dal carrier.

Patriot Act


L'invio dei metadati delle telefonate sarebbe stato stabilito in base al contenuto del Patriot Act, avviato dall'amministrazione Bush dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001 e portato avanti, anche se con modifiche, da Obama. Le voci su un'operazione del genere non sono del resto nuove: già nel 2006, USA Today parlava di "dati di decine di milioni di chiamate raccolti in segreto, con la collaborazione di società come AT&T, Verizon e BellSouth.

Proprio il Guardian aveva già scoperto nei mesi scorsi l'esistenza di Riot, sistema di sorveglianza da social network usato dall'Homeland Security sin dal 2010.

Via | Wired.com

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