Social network tra opportunità e rischi, come non perdere tempo (e personalità)

Quante facce ha la medaglia "social network"? Come viene speso il tempo su Facebook, Twitter, Google Plus e Instagram? E come andrebbe speso, invece?

smartphoneUna recente ricerca sull’utilizzo dei social network ha messo in evidenza che tra il 2012 e il 2016 il numero di account passerà dai 3.1 miliardi ai 4.9 e che il numero degli iscritti toccherà i 2.3. Lo stesso studio ha fatto emergere, quindi, che gli account posseduti da ogni utente sono in media due e che solo uno di questi viene utilizzato frequentemente, perché più adatto, ovviamente, ai propri bisogni.

Si tratta di cifre da capogiro che fanno emergere questioni discusse da sempre, ma che meritano senz’altro maggiore attenzione. Come utilizziamo il nostro tempo su Facebook, Twitter e Google Plus, per non parlare di Instagram e non solo? E come dovremmo utilizzarlo?

Le reti sociali offrono moltissime opportunità: due terzi degli utenti Facebook si sono iscritti per restare in contatto con persone che non avrebbero potuto sentire altrimenti (ed è per questo che Zuckerberg ha attratto non pochi utenti adulti); a Twitter e Google Plus, invece, ci si iscrive soprattutto per condividere una passione, scambiare notizie: sono molto più impersonali come social network e garantiscono, tra l’altro, una certa imparzialità.

Tanti contatti e opportunità, molta informazione


Non parliamo soltanto di rete familiare, però: sarebbe riduttivo. Non pochi esperti mettono in evidenza, infatti, che il tempo può essere speso bene anche per cercare lavoro e, soprattutto, per informarsi; va evitato – aggiungiamo noi – l’affidamento a qualsiasi tipo di fonte: basta dare un’occhiata ad alcune pagine Facebook (anche di grande successo) per capire che andrebbero depennate dalla propria lista: scrivono assurdità, le scrivono male e vengono pure ritenute credibili. Come sempre, insomma, velocità sì, ma correttezza prima di tutto.

Il volto oscuro dei social network


Non tutti, purtroppo, spendono bene il tempo:

“Uno degli aspetti più contraddittori di Internet – ha dichiarato Don Tapscott, manager, economista e docente canadese - è che se, da una parte, la Rete permette di salvaguardare la stabilità dei legami anche quando i membri del nucleo familiare sono fisicamente separati, dall’altra può deteriorarli o minarne le basi quando tutti vivono nella stessa casa”.

È come se, insomma, l’impulso irrefrenabile fosse quello di controllare le notifiche e gli aggiornamenti, anche in occasioni in cui lo smartphone dovrebbe essere spento – sono proprio i cellulari a rappresentare la maggiore fonte di accesso alle reti sociali –; va poi tutelata la privacy e stabilito una sorta di confine tra ciò che si può dire e ciò che non si può (se le informazioni viaggiano, i pericoli aumentano, e Facebook ne sa qualcosa). Questa, insomma, è l’altra faccia della medaglia.

Sta a noi, però, decidere da che parte stare.

Via | Mashable

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