Passo indietro per Qtrax e guai per Rapidshare

qtraxAppena ieri avevamo riportato la notizia secondo la quale le major discografiche avrebbero sottoscritto un accordo con QTrax, grazie al quale distribuire gratuitamente musica tramite la piattaforma web, ricevendo come guadagno non quanto pagato dagli utenti ma i proventi delle pubblicità, grazie alla tecnologia offerta dal sito.

Mentre anche in Germania Rapidshare non se la passava molto bene, vista l'operazione della GEMA atta a bloccare l'upload/download di materiale protetto da copyright, ecco arrivare la doccia fredda piombata su tutti noi da Warner Music Group. Il gruppo in una nota ha dichiarato di non aver al momento concluso nessun tipo di accordo con QTrax; dal canto suo QTrax ha precisato di essere in trattativa per ottenere i permessi di pubblicazione da parte del colosso discografico.

A Warner hanno fatto immediatamente seguito Universal Music Group e EMI Group, dichiarando praticamente la stessa cosa: non abbiamo firmato ancora niente, anche se le trattative esistono e vanno avanti. Sony BMG Music Entertainment, la seconda major al mondo, non ha invece rilasciato nessun tipo di dichiarazione.

Allan Klepfisz, presidente di Qtrax, si è dunque visto costretto a correggere il tiro, tornando su quanto dichiarato al Midem, come riportato su Repubblica.it:

Abbiamo annunciato il lancio del nostro servizio al Midem perché sapevano quale era il livello di supporto che avevamo da parte delle case discografiche. Chiariremo l'esatta natura di questo supporto tra breve tempo. E dato che siamo il primo servizio peer to peer legale che ha scelto di spendere quasi cinque anni per ottenere tutte le licenze necessarie, attiveremo il download solo quando avremo la firma definitive su ogni singolo contratto. Nel frattempo il pubblico potrà godere ugualmente delle altre funzionalità di Qtrax, caricando la propria musica nel browser, consultando i vasti e ricchi contenuti del sito, acquistando merchandising e biglietti di concerti, in una esperienza integrata di musica e browsing".

In altre parole, il sito parte, ma dimenticate per adesso i download gratuiti. Nel frattempo però lo scherzetto potrebbe costare caro alla compagnia, visto che gli azionisti si sono visti bruciare 25 milioni di dollari: secondo l'esperto della Columbia University John Coffee, QTrax rischierebbe di subire conseguenze legali per frode, oltre all'intervento della Security and Exchange Commission, l'ente governativo americano di controllo.

Tutto ciò almeno per il momento, visto che è facile prevedere che su un argomento così scottante non mancheranno aggiornamenti nei prossimi giorni, date anche le ammissioni di essere in trattativa con QTrax da parte delle varie major interpellate. Nel frattempo comunque, ci resta sempre Last.fm o Songza.

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